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Bastione del Parlascio, al suo interno sorgerà il museo digitale della storia di Pisa

Entro il 2021 partiranno i lavori di riqualificazione strutturale, poi si passerà alla definizione del progetto museale. Comune, professionisti e Fondazione Pisa insieme per la città del futuro

La strada adesso è realmente tracciata: con la conferma della partecipazione di Fondazione Pisa al progetto di riqualificazione del Bastione del Parlascio, uno degli snodi architettonici e culturali più importanti della città si avvia a grandi passi verso una nuova fase. La firma sulla convenzione che legherà gli investimenti dell'Amministrazione e della Fondazione verrà messa nero su bianco nei prossimi giorni: 300mila euro da Palazzo Gambacorti, altri 900mila dalla controparte, per un cifra totale di 1 milione e 200mila euro che servirà a ristrutturare completamente il sito.

Entro la fine del 2021 poi verranno avviati i lavori: il cantiere opererà fino al 2022, consegnando l'edificio interamente ristrutturato alla sua nuova funzione nei primi mesi del 2023. Un percorso già delineato nelle tempistiche grazie alla comune volontà di dotare la città di un nuovo museo immerso nella tecnologia e nel futuro: di pari passo con il cantiere, infatti, partirà anche la fucina di idee volta alla ristrutturazione culturale del Bastione. "Al suo interno prenderà forma il museo digitale della storia di Pisa - afferma con orgoglio l'assessore alla Cultura Pierpaolo Magnani - dopo il primo esperimento effettuato in occasione delle Giornate Galileiane di una settimana fa, daremo corpo a una struttura multimediale che diventerà il punto di riferimento per la cittadinanza e il turismo".

La sinergia creata attorno al progetto è ramificata: dal Comune alla Fondazione Pisa, passando per molte figure professionali che metteranno a disposizione della creazione del museo le loro competenze e conoscenze. Lorenzo Garzella, il coordinatore del progetto; Massimo Gasperini, architetto; Stefano Bertelli, 3D artist, Dario Matteoni, consulente del Comune presso il sistema museale della città.

"Questo progetto che unisce l'architettura e la cultura - commentano Massimo Dringoli e Raffaele Latrofa, rispettivamente assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici - è la naturale prosecuzione della presentazione del dossier per la candidatura a capitale italiana della cultura. Dimostriamo così, con i fatti, di dare una nuova dimensione culturale alla città".

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