Cronaca

Donne in piazza contro Buscemi, l'assessore: "Via i vertici dell'associazione o niente contributi"

In piazza XX Settembre nuova protesta della Casa della Donna. La posizione dell'assessore in un video su Facebook. Il Consiglio Comunale boccia le mozioni contro la violenza di genere presentate dal Pd

Un momento della protesta delle attiviste (foto di Casa della Donna)

Nastri rossi al braccio e sveglie in mano. Alcune decine di manifestanti hanno aderito ieri, martedì 4 settembre, alla nuova protesta promossa dalla Casa della Donna di Pisa per chiedere la rimozione di Andrea Buscemi dal ruolo di assessore alla Cultura. Una protesta che ancora una volta è andata in scena in piazza XX Settembre, in contemporanea con la seduta del Consiglio Comunale.

L'obiettivo dell'associazione era quello di dare "una ‘svegliata’ al Consiglio Comunale e alla città e affermare con forza il nostro No ad un assessore alla cultura responsabile di gravi atti persecutori contro la sua ex compagna" ma anche "ad un consigliere comunale che insulta chiunque sia diverso da lui e calpesta i diritti delle persone Lgbt”. Il riferimento è a Manuel Laurora che qualche settimana fa aveva criticato su Facebook un bacio gay davanti al palazzo civico.

Sempre nella giornata di ieri, una delegazione dell’associazione, ha inoltre portato l''affare Buscemi' presso la Commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere del Parlamento europeo. "Il caso - scrive su Facebook la Casa della Donna - ha sollevato grande stupore e preoccupazione nella Commissione, che nei prossimi giorni esaminerà il dossier che abbiamo depositato".

"Via i vertici dell'associazione o niente contributi"

La posizione di Buscemi è arrivata in un lungo video che l'assessore alla Cultura ha pubblicato su Facebook. "Queste arzille attiviste" afferma Buscemi, insieme "a delle giovani ben indottrinate inventano di volta in volta manifestazioni, rischiando di macchiarsi anche di violenze fisiche oltre che verbali. Vogliono paralizzare l'attività di questa Giunta".

"La Casa della Donna di Pisa - afferma ancora Buscemi, riferendosi ai suoi trascorsi giudiziari - ha fiancheggiato la mia accusatrice, dimostrando di non essere in grado di gestire un fenomeno delicato come la violenza di genere. A questa associazione vengono date ogni anno importanti sovvenzioni e una struttura bellissima, una villa dell'Ottocento all'ombra della Torre. E cosa fanno? Di cosa si occupano oltre a fare yoga, bere tisane al rosmarino e parlare male di Andrea Buscemi?”. Secondo l’assessore la petizione lanciata sul web contro di lui "diffama un uomo innocente" ed "è la prova del 9 che i vertici della Casa della Donna vanno rimossi se vogliono continuare ad avere sovvenzioni".

Violenza di genere: respinte le mozioni del Pd

Il tema della parità di genere e del contrasto alla violenza sulle donne è stato anche al centro della discussione del Consiglio Comunale, con due mozioni, entrambe presentate da consiglieri del Pd. I due documenti chiedevano all'amministrazione di impegnarsi su diversi fronti, come, ad esempio, la "stesura delle linee programmatiche" volte ad "adottare misure e azioni concrete volte a promuovere la cultura di genere e a contrastare attraverso misure preventinve la violenza contro le donne"; oppure di "definire nel bilancio di previsione risorse specifiche per le attività di promozione della cultura alla parità di genere".

I documenti sono però stati bocciati dalla maggioranza. "Siamo un pò sorpresi dal tono didattico e pedissequo che pervade le mozioni. L'amministrazione comunale di Pisa - ha affermato la consigliera della Lega, Maria Punzo - non può trascurare i principi di rispetto della donna e di pari opportunità. Troviamo però non significativo e pleonastico, per quella che è la nostra linea, il richiamo a principi che permeano il modo di far politica di questa amministrazione". Durante la discussione è intervenuto anche Buscemi. "Al di là della mozione - ha detto l'assessore - manterremo comunque l’impegno di sensibilizzare sul tema della violenza di genere e della violenza in genere. Lo faremo anche attraverso le manifestazioni culturali".

"Gli impegni - ha detto invece il consigliere del Pd, Matteo Trapani - si prendono con degli atti in Consiglio Comunale, o hanno poco senso. In due mesi questo Consiglio non ha approvato nè discusso niente". Stessa linea da parte della consigliera Olivia Picchi (Pd). "Non capisco - ha detto la Picchi - come sia possibile dire di no a impegni come 'fare propri gli impegni della carta europea' o 'collaborare con l'Anci sul fronte della violenza di genere'. E' questo il messaggio che lanciate? Date un altro schiaffo a una città che fino ad oggi è stata esempio di civismo".


 

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