Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Ospedaletto / Via Emilia

Case popolari, sale il tono della protesta: il Comitato Sant'Ermete in presidio permanente

Assemblee e iniziative annunciate dagli attivisti, con la diffusione dell'autoriduzione del canone di affitto. Previsto anche un esposto contro la fatiscenza delle strutture

Foto del Comitato Sant'Ermete

"E' finita la speranza". La rottura fra il Comitato Sant'Ermete e le istituzioni appare ormai insanabile, con i residenti del quartiere che dal 6 aprile sono in presidio permanente per chiedere le nuove case popolari che tardano ad arrivare. La contestazione coinvolge le manutenzioni assenti, il costo del canone troppo elevato per le condizioni di degrado delle abitazioni, i ritardi nelle risposte e negli interventi promessi. Non ultimo la recente 'sparizione' di 10 milioni di euro destinati alla ricostruzione delle vecchie case popolari.

Mercoledì si è svolta l'assemblea di quartiere "senza la presenza dell'assessore Zambito né del presidente della Ctp 3 - scrive il Comitato - che erano stati chiamati per dare spiegazioni. Assenze che riteniamo ingiustificate: non si può venire nelle piazze solo per fare passerelle e promesse. E' proprio quando vengono fuori i problemi che i rappresentanti istituzionali devono assumersi la propria responsabilità e metterci la faccia".

Ricostruita una volta di più la storia degli interventi mancati: "La notizia data dal Presidente Lorenzo Bani e confermata sui giornali dalla Zambito della 'sparizione' dei 10 milioni di euro è solo l'ultima grande beffa di una vicenda che da anni prende in giro gli abitanti. Di 18 milioni di euro complessivi per realizzare il progetto di ricostruzione delle 260 case, ben 8 milioni sono già stati spesi, a causa di sbagli di progetti, fallimento delle ditte etc per la realizzazione degli alloggi di via Bandi, solo un quarto del progetto. E' passato più di un anno da quando il cantiere fantasma di via Emilia rappresenta il degrado più grande del quartiere. Degrado visibile a tutta la città dopo che Apes ha spaccato tutti i sanitari degli appartamenti per evitare la loro occupazione e poi recintarli con lamiere dal costo di decine di migliaia di euro".

"Nel frattempo - prosegue il comunicato - più di 100 famiglie hanno continuato ad aspettare nelle vecchie case fatiscenti sperando nella celere costruzione dei nuovi alloggi. Nel febbraio 2011 era stato firmato un protocollo d'intesa tra Apes, Comune e Regione per il finanziamento di 10 milioni di euro per il progetto di riqualificazione ed annunciato il termine di tutti i lavori nel giro di quattro anni. Scadenza che si è protratta, di scandalo in scandalo, fino al settembre 2014 quando l'assessore disse in una assemblea alla Circoscrizione 3 che entro il 2018 si sarebbero conclusi tutti i lavori ed ogni famiglia avrebbe avuto un alloggio a norma. Oggi, dopo un anno e mezzo, nessun avanzamento è stato fatto e le Istituzioni affermano 'dobbiamo sperare di ritrovare i 10 milioni di euro'. Ma la speranza è finita".

Si arriva quindi alla protesta permanente in corso, in vista del 16 maggio, "giorno in cui l'Apes è tenuta a comunicare formalmente al Comitato di Sant'Ermete il reperimento o meno dei fondi per le case popolari". Fra le decisioni dell'assemblea c'è quella di "costruire un esposto legale di tutto il quartiere con cui denunciare la condizione di ormai pericolo e invivibilità degli alloggi, per ottenere cospicui rimborsi dai responsabili".

In più prosegue la campagna di autoriduzione dell'affitto: "L'assemblea dichiara rotto il contratto che legava gli inquilini delle vecchie case popolari all'Apes. I contratti sono illegittimi, poiché gli alloggi erp di Sant'Ermete non sono a norma, non rispettano gli standard per cui una casa deve essere 'salubre, sicura, adeguata'. Inoltre non sono stati rispettati gli impegni dei tempi e dei finanziamenti dei lavori, venendo a mancare i 10 milioni di euro. Appare chiaro che le promesse erano tali perchè si privilegiano interessi di banche e speculatori e non quelli dei diritti dei cittadini. L'assemblea decide quindi di intensificare l'autoriduzione del canone sociale e richiede con forza al Comune l'esonero dall'affitto per tutti gli inquilini degli alloggi fatiscenti. Domenica mattina al presidio permanente verranno compilati i bollettini dell'autoriduzione del canone di affitto".

Una nuova manifestazione pubblica è poi annunciata per l'11 aprile, giorno in cui potrebbe essere presente nel quartiere la Seconda Commissione consiliare, insieme all'assessore Zambito. Convocato così un corteo con ritrovo alle ore 15 davanti l'edicola in via Emilia. "E' il momento - afferma il Comitato - per mostrare alle istituzioni che Sant'Ermete vuole le nuove case, vuole l'esonero dell'affitto, vuole che i responsabili politici del degrado del quartiere paghino e diano conto delle loro truffe". L'assemblea invierà a tutti i membri della commissione un documento con cui illustrerà nel dettaglio le richieste degli abitanti del quartiere.

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