Cronaca Cisanello / Via Enrico Betti

Biblioteca provinciale a rischio chiusura: la questione sul tavolo del ministro

Grazie ad una interrogazione della senatrice Alessia Petraglia (Sel) il Governo viene chiamato ad intervenire su quale sarà il futuro del centro 'Maccarrone'. Ncd: "Comune e Regione i grandi assenti nella questione"

Una pagina Facebook, una raccolta firme e una presa di posizione trasversale da parte di esponenti politici. Sono i fondamenti della mobilitazione per evitare la chiusura della Biblioteca Provinciale situata presso il Complesso Marchesi e destinata a cessare l'attività alla fine dell'anno per effetto della riforma delle Province con la Legge Delrio, che non considera più la cultura come una delle funzioni principali degli enti provinciali. Dunque c'è incertezza per il futuro del patrimonio librario presente nei locali di via Betti.

La questione approda anche sul tavolo del ministro della Cultura Dario Franceschini con una interrogazione presentata dalla senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia per capire il futuro della biblioteca 'Maccarrone'.
"Al danno - osserva Simonetta Ghezzani, la consigliera comunale pisana di SEL che ha sollevato la questione - si aggiunge la beffa di una nuova sede realizzata presso le Officine Porta Garibaldi con ingenti investimenti pubblici che verrebbero del tutto sprecati. Si tratta di otto milioni di euro impiegati dalla Provincia, anche grazie a un finanziamento regionale vincolato, proprietaria della biblioteca e oggi spogliata di ogni competenza, senza che nella legge Delrio venisse impiegata una sola parola per dire che fine avrebbero fatto archivi e patrimoni documentali".

Nell'interrogazione presentata da Petraglia si chiede di capire se la 'Maccarrone' rientri o meno nel piano di razionalizzazione degli archivi e degli altri istituti di cultura delle Province e come intenda assicurare la fruizione e la continuità del servizio e se il Ministero è intenzionato ad acquisire la biblioteca, proseguendo nella direzione del trasferimento presso le Officine Porta Garibaldi.
"Ancora una volta dobbiamo fare i conti con le conseguenze di una legge sbagliata che non ha cancellato le Province, ma solo la democrazia e gran parte dei servizi per i cittadini - denuncia la senatrice Petraglia - ci hanno raccontato di aver risolto tutto con la bacchetta magica, ma vicende come questa ci ricordano che la realtà è più complessa di un annuncio. Ora ci aspettiamo risposte dal Governo, puntuali e precise perchè sono in gioco un patrimonio importante e l'ennesimo servizio che rischia di scomparire per l'inadeguatezza politica di chi è chiamato a compiere le scelte".

NUOVO CENTRODESTRA. Sulla questione interviene anche il Nuovo Centrodestra di Pisa. "Alla mancata piena valorizzazione di un gioiello come il Museo di San Matteo, alla carenza di percorsi culturali adeguati a una città con la storia e i monumenti di Pisa (per non parlare della vergognosa situazione del Tumulo Etrusco venuta da poco agli onori della cronaca), si aggiunge in questi giorni la fine annunciata di una istituzione culturale di primo piano - affermano da Ncd - con l’approvazione della riforma Delrio la cultura non rientra più tra le competenze delle Province, ma non è ben chiaro chi debba ereditarle. Il Comune e la Regione sembrano disinteressati. L’Università si fa carico del personale, ma a un mese dalla probabile chiusura non si ha notizia di progetti e di idee concrete per una soluzione riguardante il patrimonio bibliografico e i servizi degna del sistema bibliotecario pisano. Ora che la frittata purtroppo è praticamente fatta, compaiono dichiarazioni di solidarietà di politici locali, che si potrebbero ottimisticamente definire un po’ di circostanza, data la stretta correlazione di questi politici col partito che amministra il Comune e la Regione, che sono i grandi assenti in questa vicenda. E, ci si passi l’immagine, sembrano piuttosto compianti di rito, di quelli che si fanno a funerale annunciato".

"La presidente regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche sulla stampa locale ha sollecitato una riconsiderazione del progetto 'Officine di Porta Garibaldi' in via Gioberti, con la sinergia delle istituzioni culturali e politiche pisane - concludono da Ncd - ma non ha avuto risposte, né si è intravista alcuna manifestazione di interesse verso questa prospettiva, se non altro per verificarne fattibilità e costi. Nella capitale della cultura (bocciata) le priorità sono altre, evidentemente".

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