Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca Marina di Pisa / Via Bigattiera Lato Mare

Sgombero Bigattiera: "Si chiude un capitolo, ora al lavoro per gli altri campi"

L'assessore al Sociale Capuzzi annuncia di voler concentrare ora le forze sul campo di Oratoio per portare ad una ulteriore diminuzione delle presenze rom sul territorio comunale. Intanto Africa Insieme prosegue la battaglia e attende il pronunciamento della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo

"Una giornata difficile ma che alla fine si è svolta senza complicazioni e senza tafferugli". E' in parte soddisfatta l'assessore al Sociale del Comune di Pisa Sandra Capuzzi, dopo la chiusura del campo della Bigattiera avvenuta ieri. Resta però il rammarico di non aver potuto fare di più. "Se avessimo avuto la possibilità di fare il tutto con calma, se le associazioni ci avessero aiutato invece di continuare a ripetere anche ieri che lo sgombero sarebbe stato sospeso, magari avremmo trovato una soluzione già a mezzogiorno, invece che alle cinque del pomeriggio - sottolinea amara Capuzzi - anche quando abbiamo dato soluzioni per donne e minori, perchè il capofamiglia era gravato da reati, hanno continuato a rifiutare spinti dalle associazioni. Alla fine siamo riusciti a trovare una sistemazione, anche grazie all'aiuto delle assistenti sociali". Ieri mattina all'arrivo delle forze dell'ordine erano 41 le persone presenti nel campo, di cui 11 minori, un'altra ventina aveva già lasciato l'insediamento.

Il Comune, continua a ripetere l'assessore, puo' intervenire solo per chi è in regola. "Le associazioni hanno continuato ad insistere perchè aiutassimo anche chi era irregolare ma questo non lo possiamo fare" evidenzia ancora una volta l'assessore. "Non mi piace questo atteggiamento, è il modo di creare conflitti". Una mancanza dunque di collaborazione che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni degli abitanti, soprattutto dei bambini. "Ho letto che ieri anche le maestre si sono schierate contro lo sgombero - dice ancora l'assessore - ricordo che esiste l'affidamento condiviso. Se hanno un buon rapporto con le famiglie potevano proporlo. Non devo certo essere io come Comune a suggerirlo. Ci sono le associazioni per questo. Poteva essere una soluzione percorribile ma non ne hanno mai voluto sapere".

E ora archiviato il capitolo 'Bigattiera' l'amministrazione comunale ha tutta l'intenzione di proseguire la strada della chiusura dei campi. "I prossimi due anni e mezzo lavoreremo per diminuire la presenza dei rom nella città di Pisa - conferma Capuzzi - ci concentreremo sul campo di Oratoio, nel quale è presente una situazione più semplice, se così si può dire, rispetto a quella della Bigattiera. Lì i bambini vanno a scuola, molti lavorano e quindi possiamo proporre soluzioni abitative per ridare dignità alle persone, perchè di questo stiamo parlando".

"E' impensabile fare la stessa azione per campi come quello di Oratoio dove vivono 300 persone, senza offrire una sistemazione - afferma Sergio Bontempelli di Africa Insieme - perchè non è vero che a tutte le famiglie regolari della Bigattiera è stata offerta una soluzione abitativa. E' vero che un paio di nuclei in più sono stati sistemati ma c'è chi è rimasto fuori e magari ha passato la notte nei boschi in roulotte o da parenti. Ieri mattina se ne sono andati, noi li abbiamo lasciati andare perchè non potevamo offrire niente, ma nei prossimi giorni cercheremo di prendere nuovamente i contatti per aiutarli". Insomma il braccio di ferro con il Comune non si ferma. "Noi andiamo avanti contro quella che consideriamo una grave violazione dei diritti umani - afferma Bontempelli - purtroppo la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo di norma non è così celere nel pronunciarsi e nonostante la nostra azione non è arrivato lo stop, ma di certo in caso di accettazione del ricorso, sarebbe una bel problema per il Comune: la Corte ha sempre sostenuto che non si possono lasciare persone senza una sistemazione".

Ma non si dimostra invece preoccupata l'assessore Capuzzi, che ribadisce di aver fatto tutto il possibile per aiutare gli abitanti del campo. "Noi abbiamo tutta la documentazione che dimostra il lavoro che abbiamo svolto - conclude - non temiamo il pronunciamento della Corte Europea".

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