Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Chianni

Discarica della Grillaia a Chianni, Legambiente: "E' esaurita, no all'amianto"

L'associazione ambientalista è contraria ai progetti di riutilizzo

Ripercorre la storia della discarica di Chianni, Legambiente Valdera, e chiede alla politica regionale di "bloccare il progetto" che con la delibera 629 del 2020 "autorizza il conferimento di amianto nella discarica per 270mila metri cubi". L'atto secondo l'associazione "risponde a una nuova emergenza regionale, e ancora una volta questa discarica rischia di diventare, come lo fu per i fanghi conciari, la soluzione, rischiando di diventare l’unico sito di smaltimento di amianto della Toscana". L'auspicio è che "ove non intervenga la Regione bloccando il progetto, il ricorso amministrativo e gli esposti presentati a partire dal 2020 da Comitati e gruppi di cittadini possano impedire la riapertura della discarica".

Legambiente sostiene che se lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto è sicuro, occorre "individuare gli impianti idonei per capienza e caratteristiche costruttive, non solo in Valdera ma in tutta la Toscana: la politica a ogni livello può fare la sua parte, pianificando la soluzione invece di procedere per tentativi, e evitando di considerare una soluzione lo smaltimento di amianto in una discarica esaurita che è invece semplicemente da chiudere!".

La storia

La nota di Legambiente ripercorre le tappe: "La discarica de La Grillaia, in funzione dal 1990 al 1998, nacque con l'obiettivo di smaltire 300mila metri cubi di rifiuti che diventarono in seguito a vari ampliamenti a partire dalla sua 'regionalizzazione' nel 1992, 1.500.000 metri cubi per rispondere all’emergenza dello smaltimenti dei fanghi conciari. Fanghi che, insieme a rifiuti da altre regioni, misero in crisi il funzionamento dell'impianto, con produzione di percolato altamente inquinato, sversamenti e maleodoranze. Dopo le lunghe proteste di cittadini, la provincia nel 1998 decretò la chiusura della discarica; la fase di post-chiusura fu gestita da allora in maniera molto approssimativa. In seguito i proprietari presentarono progetti di messa in sicurezza dell'impianto prevedendo ulteriori 300mila mc di rifiuti poi scesi a 270mila (che avrebbero garantito un significativo ritorno economico, ben superiore ai costi della messa in sicurezza medesima). Poco prima delle elezioni del 2014 i comuni di Chianni, Terricciola e Laiatico, la Regione e la Provincia firmarono un protocollo per la gestione della chiusura della ex-discarica senza apporto di ulteriori rifiuti. Il dirigente della Provincia però, aveva nel frattempo approvato il progetto di chiusura della discarica con apporto di ulteriori rifiuti proposto dalla proprietà. Come Legambiente siamo stati presenti fin dall'inizio e testimoni nel 1998 sia delle cariche della polizia contro i cittadini che si opponevano all’impianto, sia dell'impegno dell'allora presidente della Provincia di procedere alla chiusura definiva".

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