Grande successo di pubblico per Renzo Arbore a Cascina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Quasi 3 ore di musica no stop per Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana, che si sono esibiti sabato sera alla Città del Teatro di Cascina (Pi). Lo showman televisivo e radiofonico, nonché musicista e cantautore, per ben 170 minuti ha allietato con grandi successi della canzone napoletana classica e con i cavalli di battaglia delle sue più famose trasmissioni tv (da Quelli della Notte a Indietro Tutta), una sala gremita per l’occasione. L’82 enne artista, foggiano di nascita e napoletano d’adozione, non si è fermato un attimo, cantando, scherzando con il pubblico e suonando chitarra, pianoforte e il suo strumento a fiato prediletto, il clarinetto, col quale ha eseguito l’omonimo brano con cui arrivò secondo al festival di Sanremo del 1986. Un successo di pubblico il concerto di sabato, confermato anche dalla direttrice della Città del Teatro, Antonia Ammirati: «Non abbiamo fatto il tutto esaurito degli altri nostri recenti spettacoli, ma sono rimasti invenduti appena 20 biglietti», per una sala che conta ben 700 posti e «nonostante il costo elevato». Va anche detto che pur essendo un evergreen, Arbore e i 15 grandi strumentisti e cantanti dell’Orchestra Italiana si sono fatti ambasciatori del rilancio della canzone napoletana, con uno spettacolo che portano in giro da ben 28 anni, quasi tre decenni in cui hanno riempito piazze e teatri, italiani e del mondo intero. Le travolgenti sonorità dei loro arrangiamenti originali sono contaminate da numerosi generi musicali (jazz, swing, blues, reggae) e suonate dal vivo con pianoforte, piano, chitarre, basso, fisarmonica, batteria, percussioni e ovviamente mandolini. Oltre che cantate da seducenti voci e virtuosi vocali e ritmici. L’Orchestra Italiana è stata del resto concepita come una “orchestra da serenata”, dove il musicista che non suona si presta a cantare e dove i cori si fanno tutti insieme, pubblico compreso. All’inizio dello spettacolo, Arbore si è scusato con il pubblico che aveva acquistato il biglietto per questo concerto inizialmente previsto il 13 dicembre e poi rinviato a fine gennaio. L’artista lo ha fatto rivelando anche il motivo di quel cambio di programma: «Vi ringrazio per l’attesa e mi scuso, ma ogni tanto alla mia età bisogna fare qualche tagliando». Arbore, tra un brano e l’altro, ha poi ricordato il suo storico amico e per oltre vent’anni compagno di avventure in radio e in tv, Gianni Boncompagni, scomparso nel 2017, al quale lo scorso settembre ha dedicato un’intera trasmissione su Rai 2 (No, non è la Bbc). Ma anche la sua «fidanzata milanese», la famosa attrice Mariangela Melato scomparsa nel 2013. Attraverso i classici della canzone napoletana, Arbore e l’Orchestra Italiana mantengono vivo il ricordo e fanno conoscere la musica dei suoi grandi autori, da Renato Carosone a Roberto Murolo, passando per il principe Antonio De Curtis, meglio noto come Totò. Un pezzo di storia irrinunciabile della cultura italiana e non solo partenopea.

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