Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Handling aeroporto, presidio in Prefettura: "Si fermi la vendita, pronti allo sciopero generale"

Lavoratori preoccupati per la salvaguardia dei posti di lavoro, i più a rischio a Pisa sono 150 operatori dell'appalto in scadenza il 31 marzo

E' stato molto partecipato, con decine di lavoratori presenti, il presidio di stamani 17 marzo in Prefettura a Pisa, lanciato dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl sulla vertenza aperta per la vendita di Toscana Aeroporti Handling. La società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze ha annunciato di aver ricevuto un'offerta per la cessione dell'intero servizio, offerta che verrà valutata nei prossimi 3 mesi. I sindacati contano che fra Galilei e Vespucci sono impiegati direttamente sotto Toscana Aeroporti circa 750 operatori, di cui 450 presso lo scalo pisano. A questi si aggiungono gli addetti in appalto multiservizi, circa 150 a Pisa e 60 a Firenze. 

La mobilitazione ha un chiaro obiettivo: bloccare la vendita. "Abbiamo aperto la procedura di raffreddamento ieri - spiega il segretario generale Filt Cgil Pisa Fulvio Cacace - è il primo passo per lo sciopero. Ci dispiacerà, se dovremo farlo, bloccare l'attività degli aeroporti, ora che in questo momento dovremmo invece pensare a salvaguardare le professionalità e porre le basi per la ripartenza. Non possiamo però permettere che si realizzi questa decisione assurda sulle spalle di 750 famiglie. Chiediamo una presa di posizione pubblica a tutte le istituzioni, al Comune di Pisa, alla Regione Toscana e al governo tramite la Prefettura".

Non convincono le rassicurazioni dell'azienda sul fronte occupazionale: "Non vale nulla dire che per 24 mesi i posti di lavoro saranno mantenuti, se quello è guarda caso lo stesso periodo di vigenza degli ammortizzatori sociali che di fatto blocca i licenziamenti". Nulla si conosce su chi vorrebbe acquistare, sempre Cacace: "Si parla di una cordata di imprenditori, pare non straniera, e di questa offerta non vincolante. Non sappiamo altro". Pone l'accento sulla grande insicurezza del momento Marco Cecchi, segretario provinciale Ugl: "L'estate scorsa si pensava di poter riprendere le attività aeroportuali già per un 40% ed oltre, invece si è visto come è andata. Siamo a meno del 15%. Per tornare attrattivi sul fronte del traffico si dovrebbe usare questo periodo per il rinnovo infrastrutturale, per programmare la riapertura con servizi di qualità. Al momento è tutto sospeso, aspettiamo ancora il piano ferie per fare un esempio". "Il Covid non c'è da 30 anni, ma da uno - ha incalzato il segretario regionale Uilt Massimo Marino - Toscana Aeroporti fino ad ora ha macinato utili con il sudore dei lavoratori e li ringrazia svendendoli, il tutto dopo che la Regione Toscana ha previsto per il sostegno degli scali 10 milioni di euro. Tutto questo avviene in un momento di debolezza anche dal punto di vista psicologico per gli operatori. E' una condotta inaccettabile". 

"I primi a rischiare siamo noi" ha detto al presidio Massimiliano Giampaolini, delegato sindacale Filt Cgil, insieme al collega Cisl Luca Grassi. "Da anni lavoriamo con appalto multiservizi sotto Cft a tutte le attività di supporto ai voli e l'accordo che scade il 31 marzo. Non sappiamo che fine faremo con questa vendita, le garanzie di cui ha parlato Toscana Aeroporti a noi, 150 a Pisa e 60 a Firenze, non si applicano. Persone che lavorano qua anche da più di 20 anni". Oltre gli ammortizzatori sociali, attivi di pari passo con la riduzione del lavoro, non c'è una prospettiva certa. 

Fra le richieste di intervento - e come strumento di trattativa - paventate dalla piazza c'è quella dello stop ai 10 milioni della Regione agli scali. Di questa idea si farà portatore il consigliere regionale FdI Diego Petrucci: "Se Toscana Aeroporti vuole fare grandi manovre, le faccia con i soldi propri. Promuoverò una mozione in questo senso, spero nell'appoggio delle altre forze politiche". Sarà discussione in Regione, il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni: "Il tempismo di questa scelta di Toscana Aeroporti è sconcertante, c'è una responsabilità sociale per la grande ricaduta sul territorio. Quei 10 milioni sono stati previsti proprio per tutelare l'occupazione. Certamente la Giunta dovrà controllare e la società dovrebbe smettere di sottrarsi al confronto".

La delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal capo di gabinetto dott. Ciro Silvestro, con la Prefettura che "si farà per quanto possibile mediatore per la composizione di questa vertenza" ha commentato Cacace. Il 22 marzo prossimo è previsto un incontro fra sindacati e azienda per parlare del rinnovo degli ammortizzatori sociali, "ma certamente - ha concluso il segretario generale Filt Cgil Pisa - sarà occasione per ribadire le nostre richieste, come abbiamo fatto oggi anche nella commissione consiliare del Comune di Pisa. Successivamente valuteremo i prossimi passi della mobilitazione".

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