Licenziamenti Continental: il M5S incontra la sottosegretaria allo Sviluppo Economico

L'azienda ha annunciato nei mesi scorsi 500 esuberi nelle sedi di San Piero a Grado e Fauglia

La questione Continental, con le centinaia di esuberi annunciati dall'azienda per gli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia, continua a preoccupare per il destino dei lavoratori.

A tal proposito si è tenuto a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, un incontro tra la sottosegretaria Alessandra Todde e il deputato toscano del M5S Francesco Berti. Al tavolo era presente anche Daniele Rossi nella doppia veste di rappresentante sindacale della Rsu FIOM Vitesco (ex Continental) e consigliere comunale di Collesalvetti. 
“Gli storici stabilimenti della Continental, oggi Vitesco, in provincia di Pisa rappresentano, insieme alla Piaggio, l’unico grande impianto industriale rimasto sul nostro territorio. Con una storia che risale agli anni ’80 quegli stessi stabilimenti, considerato anche l’importante indotto che generano, danno lavoro oggi a più di 2.000 persone" ha sottolineato il deputato Berti.

La multinazionale ha espresso la volontà di uscire dal mercato della combustione e ha successivamente annunciato l’avvio di un processo di dismissione del ramo di azienda a cui fanno capo entrambi gli stabilimenti toscani. Specifica Rossi: “Il 25 settembre scorso la Continental ha annunciato che, a partire dal 2023, negli impianti di San Piero e Fauglia verranno progressivamente realizzati 500 esuberi diretti e 250 esuberi di personale somministrato. Un bilancio aggravato dagli esuberi che coinvolgeranno i lavoratori dell’indotto, considerato che l’operato di numerose PMI presenti sul territorio è strettamente legato alla produzione degli impianti della Vitesco ex Continental”.

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L’incontro rappresenta solo l’inizio di un percorso che, coinvolgendo l’impresa e le parti sociali, ha l’obiettivo di affrontare una futura crisi industriale prima che, al contrario di quanto troppo spesso accade, la stessa sia già in atto. Sottolinea Berti: “L’obiettivo è quello di provare a costruire e percorrere la difficile ma necessaria strada della riconversione industriale sostenendo il passaggio alla produzione di componentistica per auto elettriche. La riconversione potrà realizzarsi solamente a partire dalla valorizzazione del know-how presente oggi in azienda e soprattutto investendo sulla riconversione delle competenze idraulico-meccaniche del personale dell’ampia sezione di Ricerca e Sviluppo che già opera negli impianti. Un percorso che, non limitandosi alla singola realtà industriale, può avere ripercussioni positive sull’intera filiera italiana del mercato elettrico nel settore automotive. Una riconversione capace di arrestare ed invertire un processo di dismissione che altrimenti - conclude Berti - avrebbe un impatto profondamente negativo sul nostro territorio, contribuendo a disarticolare una realtà sociale e occupazionale costruitasi nel tempo”.

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