Regolamento sui mercatini, Confcommercio: "Serve professionalità, trasparenza e qualità"

L'associazione sostiene una normativa, che deve varare il Comune, che fissi regole certe chi professionalmente compie l'attività commerciale e artigianale

Meno mercatini ma più qualità: è questa la proposta di Confcommercio Pisa all'amministrazione comunale, che segue quanto chiesto al Comune anche dall'altra associazione Confesercenti. "Siamo assolutamente favorevoli ad una riduzione ma soprattutto ad una netta riqualificazione di queste manifestazioni di commercio al dettaglio - sottolinea il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli - noi vogliamo puntare ad alzare l'asticella della qualità e della professionalità, introducendo trasparenti criteri quantitativi e qualitativi, e creare così valide occasioni e opportunità per la città, come chiaramente espresso da noi in tutti gli incontri di concertazione con l'amministrazione comunale avuti su questo tema".

"Contrariamente ad altri che predicano bene e razzolano male e che abbandonano le riunioni che contano - premette Pieragnoli - come Confcommercio ci preme che questo Regolamento sia approvato quanto prima e che si fondi su pochi ma inequivocabili criteri, anche sulla scia della nuova Legge Regionale sul commercio. Intanto valorizzando al massimo il ruolo delle Partite Iva come soggetti attivi fondamentali nell'organizzazione e nella stessa partecipazione di queste manifestazioni, trattandosi per l'appunto di attività di commercio al dettaglio e come tale esercitata da chiunque professionalmente acquisti merci e le rivenda. E poi, introducendo criteri che prevedano, in coerenza con il contesto ambientale nel quale sono inseriti, elementi estetici adeguati nelle attrezzature e nei banchi utilizzati, la vendita di prodotti non in concorrenza con il commercio in sede fissa, una eventuale specializzazione merceologica di piazze e strade, fino all'introduzione di un limite massimo di mercatini e una soglia non oltrepassabile del numero di giorni consecutivi".

"Non diciamo di no al riconoscimento di una quota minima dei cosiddetti operatori dell'ingegno - aggiunge Pieragnoli - a condizione però che si tratti esclusivamente di soggetti 'creativi' che effettivamente operano una trasformazione dell'oggetto messo in vendita. Ma non oltre questo, perché professionalità, trasparenza e qualità dovranno necessariamente essere i cardini delle nuove regole che andranno a disciplinare questo tipo particolare di manifestazioni".

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