Controlli di sicurezza e vigilanza privata: "Esclusiva la competenza di Autorità e Forze di Polizia"

Una circolare del Ministero dell'Interno esclude ruoli diversi da quelli esplicitamente previsti per legge per i vigilantes. Diritti in Comune: "Sia ritirato il bando"

"E' evidente che non possano essere conferiti ad istituti di vigilanza privata compiti che, andando oltre il perimetro disegnato dalle disposizioni, assumano i contorni di una vera e propria attività di controllo del territorio che, nella sua accezione tecnica e corretta, costituisce una modalità di estrinsecazione della funzione di prevenzione generale dei reati, demandata in via esclusiva all'Amministrazione della pubblica sicurezza e, per essa, sul territorio, alle Autorità provinciali di pubblica sicurezza ed alle Forze di polizia. Ciò vale a maggior ragione nel caso in cui si controverta dell'affidamento di compiti di 'controllo sulle persone' che, in realtà, possono essere espletati solo dagli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria nei rigorosi casi stabiliti dalle legge e con le guarentigie rappresentate dal controllo della Magistratura". 

E' questo uno dei passaggi chiave della Circolare del Ministero dell'Interno del 16 dicembre 2019, che di fatto risponde ai dubbi sull'impiego della vigilanza privata in contesti di controlli di sicurezza in città. Istanze in questo senso sono arrivare da varie amministrazioni locali al Dicastero, che così ha voluto 'dettare la linea' sulla questione. "Se ce ne fosse ancora bisogno - afferma Diritti in Comune - dopo le nostre segnalazioni sulle pesanti criticità relative alla gara indetta dal Comune per appaltare a guardie private un servizio di ronda armata nella zona della stazione, riprese anche dal Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia di Pisa, è lo stesso Ministero dell’Interno a ribadire inequivocabilmente che gli Istituti di Vigilanza Privata non possono essere impiegati in attività di controllo del territorio".

"E' il principio di legge dell'indisponibilità delle funzioni pubbliche - incalza il gruppo - non suscettibile di interpretazioni fantasiose od azzardate, che fa 'escludere del tutto ogni margine di praticabilità di soluzioni preordinate ad appaltare agli istituti di vigilanza compiti di controllo del territorio e delle persone'. E pesanti sono anche le sanzioni che il Prefetto deve comminare agli Istituti di Vigilanza in caso di inosservanza delle disposizioni di legge: si va dall'incameramento della cauzione per lo svolgimento dell'attività sino alla revoca della licenza".

Un 'business' costoso secondo Una città in comune, Rifondazione Comunista e Pisa Possibile: "Con la nota del Ministero può finalmente essere posta fine al tentativo dell'amministrazione comunale di fare falsa propaganda sulla sicurezza dando soldi, e tanti visto che il bando prevedeva ben 40mila euro per un solo mese di servizio, con una tariffa oraria di oltre 150euro, a una ditta privata. Chiediamo quindi all’amministrazione comunale di non procedere all'affidamento del servizio e di annullare il bando nel rispetto delle normative vigenti, chiudendo con questi maldestri tentativi di privatizzazione di funzioni proprie dello Stato, costruendo così un vero e proprio business per le agenzie private. In caso contrario procederemo alle dovute segnalazioni alle autorità competenti a partire dallo stesso Ministero dell'Interno nonché al Prefetto e al Questore".

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