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Sagra e Mostra Mercato: il tartufo bianco torna protagonista a Ponte a Egola

Si avvicinano i fine settimana dedicati alla prelibatezza del sanminiatese, con la Sagra del Tartufo Bianco e la Mostra Mercato Nazionale

Anche Ponte a Egola è pronta a prendersi la scena in questa stagione del tartufo bianco 2023, che condurrà fra poche settimane alla Mostra Mercato in centro storico: nei weekend del 21-22 e 28-29 ottobre, infatti, è prevista la nona edizione della Sagra del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, promossa dall’Associazione culturale La Ruga e in collaborazione con Fondazione San Miniato Promozione, Associazione Tartufai e il patrocinio dell’amministrazione comunale. Quest’anno ci sarà un antipasto vero e proprio venerdì 20, con l’apericena al tartufo su prenotazione al numero 3392393899 (che sarà ripetuta anche venerdì 27, sempre su prenotazione).

La sagra, invece, prevede sia la consumazione sul posto - nei locali di via 1° Maggio 200 - sia da asporto, con le classiche specialità al tartufo bianco come tagliolini, risotto, bistecca, filetto, scaloppine, uovo al tegamino (attenzione sarà dedicata anche al fungo porcino, con molti piatti a tema). Questi gli orari: sabato 21 cena dalle 19.30; domenica 22 pranzo dalle 12 e cena dalle 19.30 (in concomitanza con la Festa d’Autunno promossa dal Ccn e col coinvolgimento di altre associazioni locali); sabato 28 cena dalle 19.30 in poi e domenica 29 doppio appuntamento col pranzo dalle 12 e la cena dalle 19.30.

"Confermiamo un format consolidato ormai da anni - spiega il presidente dell’associazione La Ruga Simone Nieri - puntando sui nostri piatti forti resi preziosi dal tartufo bianco e dai funghi. La nostra festa è la dimostrazione che anche un territorio a vocazione industriale e conciaria può godere del tartufo e lavorare nel rispetto dell’ambiente". Anche quest’anno la Sagra si avvarrà della preziosa collaborazione dell’associazione G.A.M. di Ponte a Egola, che si spende per l’inclusione delle persone con disabilità. L'associazione G.A.M. ci sarà anche alla Mostra Mercato in centro storico, per un totale di 10 volontari coinvolti, perché l’obiettivo è promuovere l’inclusione ed evitare che la disabilità venga messa da parte.

La sagra di Ponte a Egola corrisponde al quarto appuntamento della Stagione del Tartufo 2023 dopo La Serra, Corazzano e Balconevisi e prima di San Miniato Basso. Una volta terminate le sagre paesane, negli ultimi tre fine settimana di novembre sarà la volta della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, organizzata da Fondazione San Miniato Promozione. La Sagra del Tartufo a Ponte a Egola, giunta ormai alla nona edizione, è organizzata dall’Associazione La Ruga (nata nel 2006); un punto di riferimento che si contraddistingue per essere sede di iniziative ricreative e culturali durante l’arco dell’anno.

Alla promozione dell'iniziativa ha collaborato Fondazione SMP, che sta promuovendo tutte le feste dedicate al tartufo che condurranno alla 52° edizione della Mostra Mercato in centro storico: "Siamo al quarto appuntamento della stagione di avvicinamento alla Mostra Mercato di novembre - spiega il vicepresidente di Fondazione SMP Domenico Barsotti - parlare di tartufo anche qui dove c’è un’anima industriale dimostra l’unicità del nostro territorio e Ponte a Egola si merita di celebrare il tartufo con la sua sagra. Questo fungo ipogeo ha bisogno di un ambiente curato e tutelato e anche per questo abbiamo deciso di confermare la sostenibilità ambientale come tema portante della 52esima Mostra Mercato". 

Soddisfazione anche da parte del sindaco di San Miniato Simone Giglioli: "Nove edizioni per la sagra più giovane tra quelle offerte dai nostri territori, l'ultima nata, ma che si è guadagnata a pieno titolo un posto nel cartellone degli eventi autunnali dedicati al nostro prodotto di eccellenza: la Sagra del tartufo a Ponte a Egola. Grazie al lavoro di squadra rodato e consolidato dell'associazione La Ruga, un vero punto di riferimento per questa frazione, va in scena questo appuntamento che propone un menù ricco di gustose specialità, un binomio conceria-buon cibo che non è così comune a tutti i luoghi, e che dimostra quanto le due anime di questo paese, quella industriale e quella alimentare, possano convivere ed essere traino l'una dell'altra". 

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