Nuovi criteri per gli asili comunali: "Il sindaco punisce Pisa e le famiglie più in difficoltà"

Critiche alla normativa dell'amministrazione da parte della consigliera regionale Nardini e quella comunale Picchi (Pd)

"Ci sono bambine e bambini pisani che sono più pisani di altri. Non c'è niente da fare, non possono evitare di infilare una qualche discriminazione in ciò che propongono: è più forte di loro". Alessandra Nardini e Olivia Picchi, rispettivamente Consigliera regionale e comunale del Pd, commentano così i nuovi criteri introdotti dalla Giunta Conti per l'accesso agli asili comunali, che come denunciato dal gruppo in consiglio comunale Diritti in Comune darebbero particolare peso all'anzianità di residenza nel Comune.

"E' assurdo - proseguono le consigliere - che un bambino la cui famiglia vive a Pisa da cinque anni si veda passare avanti in graduatoria un altro bambino, magari con un reddito familiare di dieci volte superiore, soltanto perché la famiglia di quest'ultimo vive qui da dieci anni. Va inoltre sottolineato come questo criterio penalizzi inevitabilmente le coppie più giovani. In questo Pisa ha una specificità, poiché è una città dove moltissimi, soprattutto dopo gli studi universitari, scelgono di vivere senza una residenzialità storica familiare. Queste giovani famiglie sarebbero inevitabilmente portate a optare per altre realtà che fanno dei servizi alla famiglia uno strumento per attrarre giovani talenti, come Milano o Bologna. Dunque Conti punisce Pisa e le famiglie più in difficoltà, anche pisane, per un criterio assurdo di anzianità territoriale. Lui e la sua Giunta lo fanno per discriminare gli immigrati, è chiaro, ma il risultato è l'esclusione anche di molte famiglie pisanissime a cui verrà negato un diritto. Daremo battaglia contro questa ingiustizia sociale, portando la questione sia in Consiglio Comunale a Pisa che in Consiglio Regionale, come già fatto per Cascina quando adottò sotto la Ceccardi un provvedimento analogo".

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