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Dimissioni Danti: un centinaio le persone presenti al teatro Sant'Andrea

L'ex assessore ha spiegato nuovamente, questa volta di fronte alla cittadinanza, i motivi che lo hanno spinto a rassegnare le dimissioni. Sul futuro: "Non mi candido alle regionali, nè come consigliere nè come presidente"

Erano un centinaio le persone presenti ieri al teatro Sant'Andrea in occasione dell'incontro pubblico organizzato da Dario Danti per spiegare alla cittadinanza i motivi che lo hanno spinto a dimettersi dalla Giunta di Palazzo Gambacorti. L'ormai ex assessore alla Cultura ha raccontato la sua versione dei fatti quasi come se fosse un 'racconto' confermando però, in buona sostanza, quanto già detto nei giorni scorsi. "La vicenda - ha esordito Danti - potrebbe essere riassunta così: c'è un aeroporto che funziona bene, con i passeggeri in crescita costante, che migliora i servizi e le strutture attraverso l'autofinanziamento ed è pubblico, un bene comune di tutti i cittadini. Accanto a questo aeroporto ce ne è un altro: passeggeri così e così, infrastrutture così e così, pochi autoinvestimenti. A un certo punto si decide di integrare questi due aeroporti e poi si decide per la privatizzazione".

Una fusione e una privatizzazione che per Danti "segnerà in negativo il futuro di Pisa e del nostro territorio" e costata tanto "300milioni di euro, 150 dei quali di finanziamento pubblico. Soldi che potevano essere investiti nel trasporto pubblico e nel riassetto idrogeologico del territorio. Senza contare l'enorme danno ambientale che l'ampliamento della Pista di Peretola comporterà per la Piana fiorentina". Danti ha poi sottolineato la necessità "di fermarsi ancora a riflettere" e rilanciato "con forza la necessità di un confronto pubblico. Non è che se il problema si risolve dentro le stanze e all'interno degli equilibri del Pd allora è risolto per tutta la città".

Il problema, secondo Danti, è ancora una volta quello della coerenza. "Leggo testualmente - ha detto Danti - dal programma di mandato del sindaco Filippeschi: 'Realizzazione delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale e con il protocollo per il sistema aeroportuale toscano sottoscritto da tutti i soci pubblici di Sat Spa evitando la concorrenzialità dannosa dell'aeroporto di Firenze in caso di scelte di potenziamento infrastrutturale'. Allora dico: chi è coerente e chi no? chi è che ha rispettato il programma di mandato, su cui i cittadini pisani ci hanno votato e chi no?". Una mancanza di coerenza del Pd che, per Danti, ha creato problemi non solo all'interno di Sel "ma anche all'interno dello stesso Partito Democratico come testimoniato dal dissenso espresso dal parlamentare Fontanelli e l'uscita dai banchi dalla maggioranza in Consiglio Comunale di Landucci (presente anche lui alla serata, ndr)".

Danti arriva poi alle dimissioni date appunto per "senso di coerenza". "Io penso che sia giusto dimettersi se non si è d'accordo su una cosa. Penso che dare le dimissioni, in casi come questi, sia buona politica. Qualcuno - ha proseguito Danti - ha detto: furbo quello, ci sono le regionali e si è dimesso per candidarsi. La solita mossa a tavolino per passare da una poltrona a un'altra più comoda. Ecco ho già tranquillizzato qualcuno lo faccio nuovamente: non mi candido alle regionali, nè come consigliere nè come presidente".

Dopo aver ricordato i buoni risultati ottenuti come amministratore Danti ha poi rivolto lo sguardo verso il futuro. "Da ora e per i prossimi mesi non perdiamoci di vista - ha detto l'ex assessore - non solo sulla cultura e per la cultura, che poi è tanta parte della nostra vita, ma anche su Pisa e per Pisa".

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