Ex caserma Curtatone e Montanara: "Chi ha acquistato il Distretto 42 e per quanto?"

Diritti in Comune insiste nel chiedere trasparenza sull'operazione che riguarda l'immobile di via Giordano Bruno

"Chi ha acquistato il Distretto 42 dal Fondo Investimenti di Cassa Depositi e Prestiti? E a quale valore, considerato che solo qualche anno fa lo stesso Fondo l'aveva comprato dal Demanio al prezzo di 8 milioni di euro?". Sono queste le domande poste da un'interpellanza di Diritti in Comune sul destino della ex caserma Curtatone e Montanara, negli anni al centro del dibattito per il riutilizzo pubblico e teatro nel 2014 di rilevanti proteste ed uno sgombero, tempo dopo la riapertura e pulizia effettuata dal Municipio dei beni comuni. 

"Domande che inspiegabilmente non hanno avuto risposta dall'amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale" attacca il gruppo d'opposizione: "La segretezza di tutta l'operazione è incomprensibile. Solo grazie alla nostra richiesta è emerso che la società acquirente ha già presentato un progetto preliminare per il Distretto 42, cosa che l'amministrazione si era ben guardata dal rendere pubblica. Riteniamo che su un'area così importante di Pisa, in pieno centro storico e su cui una parte rilevante del quartiere San Martino si è mobilitata e coinvolgendo tutta la città in un percorso di discussione pubblica e partecipata sul progetto di riutilizzo dell'area, ci debba essere la massima trasparenza. Per questo, alla luce delle mancate risposte, abbiamo sollecitato ancora il Comune sul nome dell'acquirente e abbiamo chiesto copia del progetto preliminare che deve essere illustrato in commissione consiliare entro venti giorni anche con una procedura d'urgenza".

Il tema, caro alla lista di Una città in comune, Rifondazione Comunista e Pisa Possibile, è quello del riutilizzo dei beni pubblici: "Tutta la svendita del patrimonio pubblico attraverso il Fondo Investimenti di Cassa Depositi e Prestiti si è mossa all'insegna della assoluta segretezza rispetto alle cifre. Riteniamo, invece, della massima importanza capire l'operazione finanziaria intorno al Distretto, i valori a cui è stato acquistato e quale sia il destino dell'area che racchiude ottomila metri quadri di parco pubblico che per mezzo secolo è stato precluso alla cittadinanza che ancora oggi reclama che l'area torni a svolgere una funzione sociale come stabilito dalla Costituzione. Non permetteremo che i diritti dei cittadini e delle cittadine di usufruire dello spazio cittadino continuino ad essere negati in favore di meri interessi economici".

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