Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Fatti di Macerata, Ettore Bucci (Liberi e Uguali): "Dopo Macerata. Mai più fascismi. Saremo illegali? Arrestateci"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday
I fatti sconvolgenti di Macerata chiamano le forze politiche e sociali, ogni cittadino e cittadina del nostro Paese a non restare indifferenti. A non voltare la testa di fronte ad un atto che non è solo un crimine. I fatti di Macerata hanno una precisa matrice ideologica, un impianto di valori cui l'attentatore si è ispirato: il fascismo, con tutto il suo portato razzista e violento. Nella nostra Pisa, non più di poche settimane fa, abbiamo scelto di scendere in piazza per sostenere e promuovere pubblicamente l'ispirazione antifascista della nostra democrazia repubblicana. Abbiamo sostenuto e sosterremo la petizione ANPI "mai più fascismi" promossa anche a Pisa. Una giusta scelta di parte, innervata nelle biografie collettive delle organizzazioni sociali e politiche di ogni colore che animano la vita pubblica del Paese. Una scelta di parte che non intendiamo dimenticare e che va sostenuta con politiche effettive, quotidiane - insomma, non con il "minnitismo".

In questo senso, l'appello all'equidistanza o l'invito al "silenzio" da parte del sindaco di Macerata costituiscono un atto gravissimo. Altrettanto grave e sbagliato che la prefettura abbia deciso di vietare ogni manifestazione. Si comunica in tal modo un messaggio vergognoso: si dice che la piazza dei fascisti e quella degli antifascisti hanno lo stesso valore. Nulla di più falso. Sarò sabato in piazza a Macerata, fra le tante e i tanti che affluiranno da tutta Italia, per contribuire a quella sfida collettiva che le forze antifasciste hanno rilanciato per il 10 febbraio. Saremo illegali? Arrestateci, tutte e tutti. Noi resteremo nella legalità sostanziale, democratica e repubblicana, non violenta e radicale, inclusiva e trasversale. Spiace leggere del ritiro di importanti organizzazioni sociali del Paese dalla manifestazione, ma la vivacità di posizioni, in modo particolare dei circoli ARCI e delle sezioni ANPI di tutta Italia e di Pisa in particolare, fa capire che un ricco mondo associativo non vuole rinviare quell'atto di civiltà che è la presa di parola netta, pubblica, aperta: lo dico nel pieno rispetto del dibattito di queste organizzazioni.

Mi unisco inoltre alla giusta indicazione di Nicola Fratoianni: si dia la cittadinanza alle vittime di questo nuovo fascismo, come autentico segnale da parte dello Stato. Si scenda in piazza, a Macerata e in tutta Italia, affinché la mobilitazione civile e sociale non sia soffocata dal desiderio di calma apparente: oggi più che mai, prendiamo parola, a tutela dei valori antifascisti alla base della nostra Repubblica.
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