Pisa nel Cuore entra in Fratelli d'Italia: il consigliere Mannocci va nel gruppo della Lega

Il consigliere eletto con la lista civica non segue l'assessore Latrofa e confluisce nella compagine del sindaco Conti

Il consigliere comunale Gino Mannocci di 'Pisa nel Cuore' spiega la sua decisione di non aderire al nuovo gruppo di Fratelli d'Italia: "Spesso, come è naturale ed è uno dei suoi lati belli, una lista civica, concentrandosi su obiettivi territoriali, seppur per questo non meno importanti di quelli generali, accomuna sensibilità e visioni, anche ideologiche, diverse che sostanzialmente si azzerano nel perseguimento di quell’interesse civico e meramente territoriale che costituisce 'il fattor comune' degli aderenti. Un’impostazione da me condivisa sia nel merito, sia come progetto politico funzionale a recuperare voti necessari a dare a Pisa un diverso governo locale. E non si può negare che Raffaele Latrofa e Pisa nel Cuore, anche grazie a questa impostazione eminentemente civica, abbiano raccolto un consenso significativo e lusinghiero ed abbiano centrato gran parte dei propri obiettivi principali (non ultimo e comunque, il percorso della variante stadio). Non c’è nulla di innaturale o traumatico, pertanto, nel fatto che nel momento in cui il Paese affronta una fase così particolare come l’attuale e si prenda atto della opportunità di orientare e marcare maggiormente l’azione politica anche su obiettivi di carattere più generale e nazionale in unione con una formazione politica nazionale, le diverse sensibilità fisiologicamente riemergano".

Poi l'annuncio: "Dunque, pur in ossequio ai vari orientamenti, specie quello di Fratelli d’Italia e dei suoi esponenti nazionali e locali, verso i quali ho stima e rispetto, così come ho rispetto e stima per gli Amici di Pisa nel Cuore che seguiranno quell’orientamento, mi unirò invece al gruppo della Lega a cui appartiene il sindaco di Pisa che è stato eletto da una maggioranza di centrodestra, sia per mantenere al meglio il mio impegno sulla politica locale che mi ha portato in Consiglio, sia per lo stesso senso di coerenza a cui oggi come ieri ispiro la mia condotta, sia infine perché la Lega, nelle sue varie declinazioni, rappresenta maggiormente la mia visione generale, specie sul tema della riduzione della pressione fiscale e dell’impostazione di un federalismo che ancora oggi penso che, pur in una cornice generale di adeguate politiche industriali da rimettere al potere centrale, meglio potrebbe avvantaggiare le diverse peculiarità di un Paese e di una Nazione come la nostra fatta ancora di tante magnifiche specialità".

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