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Canapisa, il Ministero dell'Interno risponde a Gasparri: "Disagi, ma tutto regolare"

Il senatore di Forza Italia aveva presentato un'interrogazione a risposta scritta a maggio. Il viceministro Filippo Bubbico spiega che sono stati rispettati i requisiti per consentire la libera espressione delle opinioni. FI: "Dichiarazioni inquietanti"

Il 10 novembre il viceministro all'Interno Filippo Bubbico ha risposto all'interrogazione parlamentare presentata dal senatore Forza Italia Maurizio Gasparri su 'Canapisa'. Il coordinatore provinciale del partito Raffaella Bonsangue commenta in modo duro la posizione espressa dal Governo.

Nella risposta fornita dal Ministero si legge che gli organizzatori hanno rispettato le previsioni di legge di convocazione della manifestazione, confermando la "piena legittimità" della stessa e delle previsioni della Questura, in rispetto dell'articolo 17 della Costituzione che garantisce il diritto di riunione a sostegno delle proprie opinioni. Non sono quindi stati ravvisati i "comprovati motivi di sicurezza e incolumità pubblica" per cui la manifestazione può essere vietata.

"Il transito si è svolto certamente con qualche disagio alla circolazione - scrive il viceministro Bubbico - ma senza alcun danneggiamento agli arredi urbani, né commissione di reati". La ricostruzione prosegue affermando che la musica è stata abbassata dalle 23.30 nello spazio verde del raduno, con la manifestazione che si è conclusa intorno alle 24 con l'inizio del deflusso dei partecipanti. Il servizio di pulizia ha liberato il percorso e l'area del raduno dai rifiuti.

Il Ministero fa anche il punto delle operazioni delle forze dell'ordine: sequestrati migliaia di alcolici a 3 ambulanti, 3 patenti ritirate, 12 denunce per possesso di stupefacenti. Si aggiunge l'episodio della ragazza ricoverata in coma etilico.

Per Raffaella Bonsangue sono "dichiarazioni inquietanti" quelle del viceministro. "Da una parte - afferma la coordinatrice provinciale di Forza Italia - invoca l'art. 17 della Costituzione per giustificare il diritto dei cittadini di riunirsi, riportando tuttavia dall'altra tutta una serie di interventi delle forze di pubblica sicurezza, resisi necessari nel corso della manifestazione. Dice poi che non serve alcuna autorizzazione, non importa quindi se bloccherà il centro cittadino e le attività commerciali di chi ha pari diritto di vivere in città, peraltro, senza riunirsi in massa".

"Non importa - insiste - se vengono imbrattate le saracinesche, chiuse in via di autotutela, delle banche o dei negozi. Non importa che si perdano incassi da quelle che sono le già ridotte transazioni commerciali. Non importa che l’assunzione di stupefacenti e di litri di birra provochi, del resto fisiologicamente, la necessità di utilizzare ogni angolo della città, come se fosse un vespasiano a cielo aperto. Che importa? C’è il diritto di riunirsi per festeggiare Canapisa, ancora una volta, ancora ai danni dei cittadini".

C'è preoccupazione sulla contro-manifestazione di domani in risposta alla Lega Nord. "La legittima manifestazione della Lega Nord in Piazza della Berlina potrà avere libero svolgimento se sono già annunciate raggruppamenti nelle limitrofe Piazza Garibaldi e Piazza XX settembre in orari più o meno coincidenti? Oppure le Autorità ritengono opportuno non vietare le manifestazioni collaterali e ad attendere di raccogliere e censire i caduti?".

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