Nell'emergenza la giunta fa cassa sulle associazioni: il caso Leopolda e Bonamici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Giunta Conti si continua ad accanire nei confronti delle associazioni nonostante la crisi determinata dalla emergenza, provando ancora a fare cassa nei confronti di chi fa un valore insostituibile per il nostro territorio. Non si può definire altrimenti la decisione assunta fino ad oggi dall'amministrazione comunale di non accogliere la richiesta delle associazioni del cartello della Leopolda di poter avere accesso alla riduzione del 30% del canone dell'affitto, trattandosi di immobile comunale, rivendicando questa decisione con la motivazione che all'interno della Leopolda si fanno attività prevalentemente sociali e non commerciali.

Si tratta di una decisione che ha provocato negli ultimi giorni una profonda indignazione in città, e così l'assessore Magnani nell'ultima seduta della terza commissione consiliare non sapendo come rispondere alle nostre critiche ha scaricato e sfiduciato platealmente il Dirigente al Patrimonio, dottor Grossi, autore del diniego, spiegando che non doveva essere lui a rispondere alla richiesta e che il Sindaco garantirà la concessione della riduzione. E' evidente ancora una volta come con la destra la distinzione basilare in qualsiasi ente pubblico tra la funzione politica ed amministrativa sia completamente saltata con tutte le pericolose storture che questo comporta.

A questo si aggiunge che l'assessore Magnani ormai passa da uno strafalcione all'altro, senza avere la minima conoscenza di cosa significhi essere un amministratore pubblico.

Ma che l'indirizzo politico della giunta sia chiaramente quello di aumentare i canoni e accanirsi nei confronti delle associazioni, nonostante l'emergenza, lo dimostra il fatto che lo stesso assessore Magnani durante la commissione si è poi lanciato nell'evidenziare la presunta posizione privilegiata che deterrebbe in città la Scuola Bonamici che secondo l'assessore pagherebbe solo qualche decina di euro al mese di affitto.

Ma anche in questo caso le cose stanno molto diversamente come spiega la stessa Scuola Bonamici in una lettera di chiarimento inviata subito dopo la seduta della Commissione ai consiglieri comunali. Infatti dal primo luglio 2020 la Scuola Bonamici si trova presso alcuni locali dell'SMS e paga 1.160 euro al mese di canone (a cui occorre aggiungere le spese per le utenze). Lo scordo 25 marzo ha chiesto al Comune a seguito del lockdown una riduzione dell'affitto e anche in questo caso il Comune ha rigettato la richiesta. Ma non solo. Il 15 maggio la stessa amministrazione ha inviato una richiesta alla Scuola di aumento del canone a 1800 euro mensili, chiedendo anche il pagamento retroattivo per il 2019. 

E' evidente anche in questo caso che il Dirigente Grossi si è mosso sulla base di input politico, perchè se così non fosse lo stesso sindaco dovrebbe rimuoverlo immediatamente dal suo incarico. La questione è semplice: o il dottor Grossi è un dirigente fuori controllo o la Giunta non reggendo pubblicamente simili scelte non trova poi di meglio che scaricare sulla parte amministrativa decisioni insostenibili.

Il dato politico è che ad oggi con l'emergenza non c'è nessun intervento a sostegno delle associazioni culturali, anzi l'opposto. Noi da marzo chiediamo che i canoni per le associazioni culturali come per quelle sportive negli immobili comunali siano azzerati e che vi siano veri investimenti di sostegno che fino ad ora non ci sono invece stati.

Ciccio Auletta - Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione Comunista - Pisa possibile

Olivia Picchi - Partito Democratico

Gabriele Amore - Movimento 5 stelle 

Torna su
PisaToday è in caricamento