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Parata militare a Cascina, il commento del sindaco di Pisa Filippeschi: "La guerra non è un gioco"

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commenta la sfilata di apparati militari e di figuranti in divisa svoltasi nel centro di Cascina.

"Siamo al travisamento della storia. Per oscurare il valore della Resistenza e della Liberazione e nascondere le responsabilità del fascismo e del nazismo si organizzano parate come se la guerra fosse stata un gioco e non un immane massacro di uomini e donne, militari e civili, e una brutale devastazione di tutto ciò che l'umanità aveva costruito nei secoli. Come se l'Olocausto non sia stato il frutto dell'odio razzista, della costruzione di un nemico, l'ebreo, su cui scaricare lo spirito distruttivo di ideologie di morte".

"Gli esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega non partecipano alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, fatte alla presenza del Prefetto e delle autorità militari e civili, delle associazioni dei partigiani, dei deportati e degli ex combattenti. A Pisa non li abbiamo mai visti nei momenti di ricordo della firma delle leggi razziali, fatta a San Rossore il 5 settembre 1938, che abbiamo promosso insieme alla Comunità ebraica. Purtroppo emerge un discrimine molto forte, mai visto prima perché c'è una ostentata presa di distanza dai valori democratici condivisi della nostra comunità, dall'impronta spirituale che nutre la nostra cultura, dai principi della Costituzione e dalle fondamenta dei nostri statuti civici. Tutto ciò impone alle persone e alle forze che si riconoscono nella tradizione democratica, così forte in Toscana e nella nostra provincia, di serrare le fila, coltivando la memoria, parlando ai giovani per esempi e facendo vivere con unità i sentimenti di pace e di libertà".

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