Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Tour europeo per Marco Meloni e Maria Chiara Carrozza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Marco Meloni, responsabile per l’Università e la Ricerca del Partito Democratico e candidato alla Camera dei deputati e Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università e Ricerca e capolista alla Camera in Toscana hanno incontrato oggi mercoledì 30 gennaio a Bruxelles il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz. L’incontro – che fa seguito a quello tenuto ieri martedì 29 gennaio a Parigi con il capo economista dell’Ocse Pier Carlo Padoan – è stata l’occasione per illustrare il programma di governo del Partito Democratico e per ribadire l’importanza dell’università, della ricerca e dell’innovazione. In particolare Meloni e Carrozza hanno espresso apprezzamento per il lavoro del Parlamento Europeo in difesa dei fondi per la ricerca e per l’erasmus.

“Per uscire dalla crisi – dichiarano Maria Chiara Carrozza e Marco Meloni – l’Europa ha bisogno di investire di più nella ricerca europea e di favorire la libera circolazione dei cervelli e le alleanze tra le istituzioni della formazione e della ricerca. Al momento la bozza del bilancio comunitario 2014-2020 prevede solo 80 miliardi di euro per la ricerca e altri 15 per la formazione e istruzione a fronte di 370 miliardi dedicati alla politica agricola comune. In Italia veniamo da 5 anni di tagli indiscriminati, avviati dall’impareggiabile duo Tremonti-Gelmini e proseguiti, nonostante la nostra contrarietà, anche con Monti, che prima ha tentato di innalzare le tasse universitarie e negli ultimi mesi di legislatura ha ridotto ancora di 300 milioni di euro le risorse per l’Università. A chi propone ricette adottate solo dalla destra inglese, e già fallite, diciamo chiaramente che scaricare sugli studenti e sulle famiglie ulteriori costi non farà che accelerare la fuga dall’università. Un Paese più ignorante sarebbe più povero e più iniquo. Il Partito Democratico nel suo programma per l’università e la ricerca propone, invece, un modello europeo, in cui il diritto allo studio sia la base per riattivare la mobilità sociale e geografica e si riduca sensibilmente il carico burocratico e il centralismo, con una classe docente più giovane e maggiore trasparenza nel rapporto università-impresa”.

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