Capodanno Pisano: gli Amici di Pisa salutano il 2021

L'associazione invita a decorare i balconi delle abitazioni con la bandiera rossocrociata ornata di narcisi per celebrare l'ingresso nel 2021. La storia e la tradizione si fondono per combattere l'emergenza

Non è un capodanno spettacolare, con la sfilata dei figuranti in costume storico verso la maestosità di Piazza dei Miracoli. Non c’è il fiato sospeso in attesa che il raggio di sole colpisca l’uovo posto sotto alla mensola situata nella navata centrale del Duomo, momento dell’ingresso ufficiale della città di Pisa nel nuovo anno. Il 2021 'in stile pisano' non ha radunato la consueta folla di curiosi e appassionati nel centro della città, e non riserverà l’abituale spettacolo pirotecnico sui lungarni degli scorsi anni, ma mai come questa volta il Capodanno Pisano si carica di un significato di resistenza, rinascita e fiducia nel futuro.

L’associazione Amici di Pisa si fa portatrice di questo messaggio e invita la città a decorare i balconi delle abitazioni con la bandiera rossocrociata, simbolo della gloria marinaresca, ornata di narcisi. "Sono il fiore primaverile per eccellenza – spiegano gli Amici di Pisa – simbolo di rinascita e inizio di una nuova stagione".

Una delegazione dell’associazione ha offerto questi fiori nella cattedrale insieme all’olio votivo, rispettando la tradizione che porta questi doni alla Madonna di sotto gli Organi. "Stiamo attraversando un momento molto doloroso per la comunità pisana e l’intero paese – proseguono gli Amici di Pisa – il rispetto delle tradizioni e la storia ci vengono in aiuto per unirci e fronteggiare l’emergenza con fiducia. E’ iniziato il 2021, buon capodanno in stile pisano a tutti".

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Cenni storici

Il Capodanno Pisano è una festa religiosa che si celebra il 25 marzo di ogni anno in Cattedrale. In questo giorno il calendario cristiano festeggia l'Annunciazione a Maria Vergine e fin dal medioevo i pisani lo scelsero come primo giorno dell'anno. Per cui, l''annus pisanus' iniziava il 25 marzo e terminava il 24 marzo seguente. I pisani, almeno fin dal X secolo, decisero di far coincidere l'inizio dell'anno con l'Annunciazione a Maria Vergine (e quindi l'Incarnazione di Gesù), ossia 9 mesi prima del 25 dicembre.  

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Il calendario pisano restò in vigore per secoli anche nelle terre che ricadevano in qualche modo sotto l'influenza della Repubblica di Pisa: durò fino al 20 novembre 1749, giorno in cui il Granduca di Toscana Francesco I di Lorena ordinò che in tutti gli Stati toscani il primo giorno del gennaio seguente avesse inizio l'anno 1750. Lo stato pisano si adeguò quindi all'uso del calendario gregoriano come il resto della Toscana.

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