Cronaca

Finito il rave party a Tavolaia: "Si indaghi per epidemia colposa"

Musica terminata la sera di lunedì. Critiche dal Codacons

Il rave party a cui hanno partecipato migliaia di giovani da tutta Europa a Tavolaia, sulle colline di Santa Maria a Monte, è finito. La musica è cessata ieri sera, 5 luglio, e gran parte degli oltre 5mila partecipanti è ormai defluita. Ne sono rimasti circa 600, che nella mattinata di oggi hanno organizzato una raccolta rifiuti. Infine nella tarda mattinaia ne sono rimasti un centinaio, sottoposti ad identificazione. Finite le procedure saranno lasciati liberi di andare. E' quanto risulta dal monitoraggio costante eseguito sul posto dalle forze dell'ordine. 

La vicenda ha generato molte polemiche, a cui si aggiunge l'attacco del Codacons: "La Procura di Pisa deve identificare tutti i 6mila partecipanti al rave party abusivo ancora in corso a Tavolaia di Santa Maria a Monte e procedere nei loro confronti per il reato di epidemia colposa". "Migliaia di giovani provenienti da tutta Europa si sono ammassati nell’area senza alcuna autorizzazione e in piena violazione di qualsiasi misura anti-Covid, aprendo e porte a nuovi possibili focolai di Coronavirus ed incrementando il rischio di estendere la presenza della variante Delta nel nostro paese" è quanto afferma il presidente Carlo Rienzi, che insiste: "Una maxi-discoteca abusiva che doveva essere stroncata sul nascere, e che invece prosegue sotto gli occhi di istituzioni e forze dell’ordine: per questo chiediamo alla Procura di aprire una inchiesta penale, indentificando tutti i soggetti che hanno preso parte al rave illegale procedendo nei loro confronti per il reato di epidemia colposa, così come previsto dal nostro ordinamento".

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