Lotta al bracconaggio: trovati lacci di metallo per la cattura dei cinghiali

Sono stati i guardiaparco nell'ambito dei controlli a scoprire le trappole tese dai bracconieri

Continua incessante l'azione di controllo e prevenzione contro i cacciatori di frodo, e non solo, nell'area del Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
I guardiaparco hanno sequestrato tre lacci in metallo predisposti per la cattura di cinghiali, in località Lecciona (che è anche riserva integrale) all'interno della macchia lucchese, nel comune di Viareggio.
L'operazione, alla quale hanno partecipato anche le Guardie ambientali volontarie del Parco, oltre al consueto contrasto contro la caccia illegale, si collega anche alle attività che vedono impegnato il personale di vigilanza al contenimento degli ungulati. In particolare il contenimento è strettamente connesso alle attività di repressione delle forme illecite di prelievo della fauna selvatica, specie quelle, come in questo caso, di particolare cruenza nei confronti degli animali, costretti alla morte dopo una lunga sofferenza.

"Si tratta - spiega il comandante Paolo Benedetti - di una forma puramente speculativa di bracconaggio, posto che l'unico fine è quello di lucrare sulla carne del selvatico catturato, senza alcun rispetto della salute del consumatore, al quale viene data carne non controllata e, in ogni caso, pregiudicata nella qualità proprio a causa della forma di uccisione. Ben diverso  è il contenimento selettivo posto in essere dal personale del Parco Regionale, teso a ridurre l'ampio numero di ungulati presente nel territorio del Parco e che causa sia danni alla flora che potenziali pericoli per attività umane. I nostri uomini hanno profuso un grande impegno sotto gli impulsi dati dagli organi direttivi che hanno posto precisi obiettivi per riportare gli animali specie daini e cinghiali, in equilibrio. La vigilanza del Parco ha provveduto ad informare con notizia di reato la competente Procura della Repubblica di Lucca".

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"L'impegno profuso nel 2018 - ha aggiunto il presidente del Parco Giovanni Maffei Cardellini - ha consentito il prelievo di molti capi, anche se il lavoro talvolta è stato in parte pregiudicato dai sabotaggi agli impianti di cattura, appositamente costruiti dal Parco proprio in tale ambito territoriale. Il Parco prosegue nel controllo del territorio, anche attraverso nuove tecnologie di recente acquisizione, che consentiranno monitoraggi più ampi e 24 ore su 24 sia in zone interne che esterne. Pur non trattandosi di aree di proprietà del Parco, è infatti nostro obiettivo contrastare al meglio ogni forma di uso illecito del territorio come ad esempio anche in questo caso del comune di Viareggio, o nella zona di Coltano - Tombolo compreso quello dell'abbandono di rifiuti e della frequenza notturna delle aree boscate".

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