Mascherine e buoni alimentari, studenti fuorisede tagliati fuori: "Misure ad hoc anche per noi"

Molti gli studenti universitari rimasti in città a causa del divieto di spostamento: chiedono dispositivi di protezione e aiuti

Una città di tanti studenti fuorisede che non hanno la residenza ma che vivono stabilmente a Pisa per studiare e frequentare l'Università. E proprio questa è la base della preoccupazione espressa dai ragazzi, molti dei quali rimasti 'bloccati' all'ombra della Torre dai decreti del premier Conte che non permettono spostamenti e dunque di raggiungere le regioni d'origine. In questi giorni di distribuzione di buoni alimentari e mascherine (che in Toscana diventeranno tra qualche giorno obbligatorie in determinate situazioni) gli studenti denunciano di essere 'tagliati fuori' dalla consegna di aiuti e dispositivi di sicurezza.

"Nelle dichiarazioni della Regione Toscana e del sindaco Michele Conti sulla distribuzione di mascherine purtroppo si fa menzione esclusivamente dei residenti nel Comune - dice Gabriele Montani, coordinatore dell'Unione degli Universitari di Pisa - ma vorremmo ricordare che ad ora nel Comune di Pisa risiedono migliaia di studenti fuorisede rimasti in città, sia nelle residenze studentesche dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, sia negli appartamenti. Gli studenti sono parte integrante della città ed è giusto che vengano considerati e tutelati in questo momento di estrema difficoltà, per evitare di aggravare sia la situazione di disagio in cui già molti si trovano, sia la diffusione del contagio che potrebbe susseguirne. Ci auspichiamo che la Giunta provveda in tempi rapidi a trovare misure ad hoc per gli studenti fuorisede".

Sulla stessa linea anche il sindacato studentesco Sinistra per...che parla di una "categoria fantasma" nel dibattito pubblico sugli aiuti. "Nonostante siano parte integrante del tessuto sociale ed economico di Pisa e di molte altre città italiane, gli studenti sono inglobati nel loro nucleo familiare di riferimento - sottolineano da Sinistra per... - non esiste ad oggi alcuna dichiarazione pubblica volta a tutelare questa categoria, o anche solo a ricordarla tra le persone che subiscono questa crisi. Gli studenti sono lavoratori, spesso per mantenersi gli studi lontano dai propri cari e le proprie famiglie, e in questa situazione, tra lavori persi e famiglie senza potere economico, si trovano in una condizione di abbandono trovandosi in luoghi dove a tutti gli effetti non risultano residenti. In una situazione di assoluta precarietà per tutta la cittadinanza, è necessario che vengano al più presto erogati i buoni pasto anche agli studenti in difficoltà e che le mascherine siano, sin da subito, consegnate anche a tutti gli studenti fuorisede".

Si uniscono a supporto degli studenti anche i Giovani Democratici di Pisa che spezzano una lancia a sostegno dei fuorisede come già nei giorni scorsi aveva fatto il gruppo consiliare del Partito Democratico. "È giusto garantire il diritto alla salute e un aiuto economico unicamente ai cittadini pisani? Ricordiamo alla Giunta che molti fuorisede non sono potuti tornare nei loro Comuni di residenza e sono obbligati, come tutti, a restare presso le loro abitazioni. Tanti di questi ragazzi hanno deciso di lasciare i propri paesi per stabilirsi nel nostro territorio per costruire il loro futuro investendo nella nostra città, e a seguito di questa decisione saranno costretti a soffrire ancora di più per l’emergenza".

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"È giusto che in un momento come questo la città di Pisa non si tiri indietro e porti assistenza a chiunque ne abbia bisogno indipendentemente dalla località di residenza - proseguono i Giovani Democratici - a tal proposito, una soluzione ipotizzata anche dal Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale sarebbe quella di prevedere dei pacchi alimentari per coloro che hanno una dimora stabile nel Comune di Pisa".
Sulle mascherine invece i dem sottolineano come "il Comune non possa utilizzare il requisito della residenza per consegnarle". "Che faranno tutti i fuorisede? Non potranno uscire per andare a fare la spesa o andare in farmacia? - si chiedono - per non parlare del grande servizio che stanno facendo molti studenti nelle associazioni di volontariato dando un valido sostegno a tutte le categorie più deboli. Il virus non si diffonde rispettando i dati anagrafici. Non esistono pisani e fuorisede, italiani e stranieri. Esistono uomini e donne che vivono questo difficile momento con timore. Ci aspettiamo che il sindaco di Pisa sappia comprendere questi disagi e agire di conseguenza a beneficio della nostra comunità, al di là di ogni slogan" concludono i Giovani Democratici.

Il sindaco consegna mascherine alle Università

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