Via Pellizzi, 20 appartamenti al posto di 2: "Chiediamo incontro all'amministrazione"

I cittadini tornano a denunciare un possibile incisivo intervento urbanistico nella zona: "Sì al recupero, no alla speculazione"

'Ecco, ci risiamo' devono aver pensato i residenti di via Pellizzi, quando hanno saputo del nuovo progetto di palazzina pensato per prendere il posto del ben più piccolo edificio oggi presente, l'ex sede dei magazzini dei Monopoli di Stato, dove ora trovano spazio due abitazioni. Il 'Comitato di via Battelli - per una città ed un territorio vivibili', con una nota firmata dalla presidente Elena Casarosa ed il vicepresidente Carlo Aliprandi, segnala la presenza di una nuova proposta che comporterebbe la realizzazione di "un nuovo edificio residenziale di 5 piani fuori terra + 1 per locali tecnici e terrazza comprendente 20 appartamenti".

Il comitato esprime "forte preoccupazione", in quanto "quello che si ripropone è, nella sostanza, molto simile al precedente progetto di recupero mediante sostituzione edilizia, presentato dai soggetti attuatori e già bocciato nel 2018". La lunga diatriba interessò l'amministrazione Filippeschi, con il caso che partì dalla comparsa nel 2016 di un cartellone di vendita abitazioni recante la dicitura 'Comune di Pisa' e 'Progetto di riqualificazione', avviso che poi fu rimosso. La vicenda fu poi affrontata in un incontro pubblico dall'allora assessore all'urbanistica Ylenia Zambito, che confermò il rigetto del progetto costruttivo, lasciando aperta la porta a nuove possibili proposte nel caso di presentazione di un progetto di recupero, che tuttavia come tale avrebbe richiesto l'approvazione del Consiglio Comunale. "Un simile progetto - spiega Casarosa - non è mai arrivato in Commissione consiliare, finendo per decadere nelle more delle integrazioni richieste. Nella primavera 2019 è stato presentato il nuovo progetto con richiesta di permesso a costruire, procedura che attiene agli uffici amministrativi, ma che crediamo debba interessare l'amministrazione". 

Le censure sono quelle di sempre: "I progetti presentati negli anni - aggiunge la presidente del comitato - sono cambiati sempre molto poco. Può andar bene la realizzazione di qualche bifamiliare, ma non certo una palazzina come quella proposta, in una strada congestionata dove non si trova parcheggio, con distanze fra gli edifici molto ridotte, con caratteristiche di sicurezza idraulica e stabilità tutte da verificare". La nota del comitato si chiede "come sia possibile permettere una tale edificazione in una zona satura, per la quale il Regolamento Urbanistico non permette aumenti di carico urbanistico. Il quartiere ha già evidenti problematiche di sostenibilità: carico urbanistico elevato, pochi servizi, carenza di pubblica fognatura, strade strette, assenza di piste ciclabili e reali marciapiedi, parcheggi insufficienti e assediato ormai dal traffico veicolare, trattandosi di zona di ingresso in città da parte di chi proviene dai paesi limitrofi".

Per questo il comitato chiede che l'amministrazione "valuti l'effettiva ammissibilità del progetto, prendendo in considerazione soprattutto la variazione del carico urbanistico che questa comporta e gli aspetti legati alle infrastrutture". Infine chiede anche "un incontro urgente, affinché si faccia chiarezza sull'intervento". 

Un momento di confronto potrà essere la Prima Commissione consiliare. La lista Diritti in Comune infatti ha depositato lo scorso 10 gennaio l'argomento, con una seduta sulla questione che dovrebbe essere convocata entro fine mese. Il gruppo è da tempo contrario all'intervento: "Il progetto - scrive in una nota - è semplicemente una follia. Già nella passata consiliatura, grazie anche al nostro lavoro, è stata fermata l'ennesima inutile costruzione per di più in una zona già satura, che non sopporta ulteriore carico urbanistico. Oggi, con la giunta Conti, i soggetti attuatori provano nuovamente ad ottenere un permesso a costruire per dare il via libera ad una operazione che non solo non trova alcun consenso da parte degli abitanti del quartiere, che da anni sono invece per una vera riqualificazione dell'area, ma che è anche in contrasto con il Regolamento urbanistico che, raccordato con norme di rango sovracomunale, proibisce chiaramente ulteriore carico insediativo in quella area". 

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