Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Piazza XX Settembre

Consiglio Comunale, protesta dei 'tassisti' rimasti senza lavoro: "Dal Comune nessuna risposta"

Si tratta di nove titolari di licenza che dal primo gennaio sono senza occupazione per gli effetti del Jobs Act. Approvata una mozione urgente per portare la questione all'attenzione della Commissione Bilancio

Foto d'archivio

Un presidio nei corridoi di Palazzo Gambacorti per poi spostarsi in Consiglio Comunale. Sale la protesta di nove 'tassisti' pisani rimasti senza lavoro a causa del Jobs Act, la riforma del mondo del lavoro voluta dal Governo Renzi. I manifestanti hanno prima passato la mattinata di giovedì in attesa di un incontro con il sindaco Filippeschi poi nel pomeriggio si sono spostati in Consiglio Comunale, dove hanno dato vita ad una protesta pacifica e silenziosa. Dopo che la seduta è stata sospesa per circa un'ora, i nove 'tassisti' sono stati incontrati dai capigruppo.

Alla fine il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità una mozione urgente che impegna la Quarta Commissione Consiliare Permanente a "svolgere nella prossima settimana sedute che trattino con urgenza le prospettive prefigurate e possibili per giungere alla soluzione del grave problema occupazionale di almeno 9 ex sostituti alla guida, in un quadro complessivo di revisione del servizio". Una decisione che per il momento soddisfa i lavoratori i quali, questa mattina, hanno deciso di sospendere momentaneamente la protesta. "Finalmente dopo diverse settimane - afferma Sebastiano Mordà, delegato della Filt-Cgil di Pisa - si profila una possibile soluzione per questi nove lavoratori".

LA VICENDA. Con l'inizio del 2016 il Jobs Act ha cancellato tutti i contratti di lavoro atipici. Tra questi anche il 'contratto di associazione in partecipazione' che permetteva ai 9 tassisti di lavorare nel settore come 'sostituti alla guida'. I loro contratti, scaduti  il 31 dicembre, invece di essere trasformati in contratti di lavoro dipendente, così come auspicato dalla riforma del Governo Renzi, sono invece decaduti: questo perchè per i titolari di licenza quel tipo di contratto sarebbe stato quasi insostenibile da punto di vista fiscale. I 9 'tassisti' sono quindi da due mesi senza lavoro "in una situazione - afferma ancora Mordà - sempre più precaria".

Secondo il sindacato esisterebbe una possibile soluzione. "La Legge Bersani - afferma Mordà - permette ai Comuni di concedere titoli abilitativi temporanei o stagionali. Si tratta di una soluzione che consentirebbe a queste persone di lavorare, soprattutto nei mesi che vanno da marzo ad ottobre che sono poi quelli dove c'è maggiore richiesta e dove è quindi necessario un potenziamento del servizio". Soluzione prospettata, in un incontro avvenuto il 17 febbraio scorso, all'assessore comunale alle Attività Produttive, Andrea Ferrante, "il quale - continua ancora Mordà - aveva promesso di valutare la proposta e far poi pervenire una risposta scritta che non è mai arrivata. Si era anche impegnato a sospendere la riunione del 'comitato di monitoraggio sul servizio taxi'. Riunione che non solo non è stata sospesa ma che anzi c'è stata quasi in 'gran segreto' senza cioè che fossero avvertiti nè i lavoratori nè i sindacati".

Il 'comitato di monitoraggio sul servizio taxi' ha poi deciso di assegnare cinque nuove licenze di taxi e di aumentare l’orario di lavoro a 15 ore per ogni operatore. "Nonostante ci fossero le possibilità - continua Mordà - di concedere queste licenze temporanee e allargare così la base occupazionale hanno preferito aumentare le ore di lavoro a chi già è occupato e guadagna. Ovviamente non si tratta di una critica che rivolgiamo agli altri tassisti, che anzi in questi anni hanno permesso di lavorare, ma nei confronti del Comune".

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