Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Vicopisano

Rapina a casa del padre del presidente Rossi: si accende la polemica sulla legittima difesa

Ziello (Lega) esprime solidarietà e polemizza sulle politiche della sinistra. Il governatore attacca 'l'armatevi e sparate' del ministro Salvini

La rapina subita la notte scorsa dal padre del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha innescato la polemica politica sulla legittima difesa con un botta e risposta a distanza tra la Lega e lo stesso governatore, che stamattina si è recato a casa del padre per sincerarsi della situazione.

"Degli stranieri, dopo essersi intrufolati nell’abitazione del padre del Governatore, Enrico Rossi, hanno provato a rapinarlo. Soltanto grazie alla reazione dell’uomo i malviventi sono fuggiti. Mi dispiace per l’accaduto e mando la mia solidarietà al Governatore e ai suoi familiari - ha scritto su Facebook il segretario provinciale e deputato della Lega Edoardo Ziello - forse adesso comprenderà la bontà della nostra proposta sulla legittima difesa e che in Italia, purtroppo, per colpa di politiche sbagliate, volute dalla sinistra, siamo già nel far west. Stiamo lavorando per rafforzare, ancora di più, la sicurezza in tutto il Paese, disarmando i delinquenti e investendo nelle forze dell’ordine, grazie al grande lavoro del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini".

Secca la replica sempre via social del governatore: "Salvini dice 'armatevi e sparate'. Ma così non si risolve il problema e aumenta per tutti il rischio della vita e della sicurezza. Noi diciamo mettete in carcere i delinquenti e teneteceli. Aiutate soprattutto i più anziani e i più deboli che non possono difendersi da soli".
"Angiolo, mio padre novantenne e la sua compagna, stanotte, hanno subito un furto in casa - prosegue Rossi - mio padre non si è piegato; non ha potuto impedire la rapina ma ha reagito con coraggio, come sempre nella vita ha fatto contro soprusi e violenze. Sono contento che mio padre, per la sua antica saggezza, non avesse un’arma in casa perché altrimenti stamani avrei potuto trovarmi di fronte ad un lago di sangue. Seppure con la rabbia e le ferite psicologiche che inevitabilmente si sentono in questi momenti, l’irreparabile comunque non è accaduto".
"Per questo continuo a pensare, più convinto di prima, che la risposta a questo tipo di criminalità non può essere quella di armarci individualmente.
Il caso che mi è accaduto è emblematico. Davvero mio padre avrebbe potuto difendersi meglio se fosse stato armato? O, invece, avrebbe messo la sua vita ancora di più a rischio - si chiede Rossi - rifletta la Lega se un uomo anziano può essere invitato ad armarsi e sparare. Forse Salvini gli pagherà i corsi ad un poligono di tiro? Il ministro dell’Interno di fronte a tanti casi come quello capitato a mio padre non può cavarsela dicendo 'armatevi e sparate'. È evidente non solo il carattere aberrante, sotto il profilo etico, di questo messaggio ma persino la sua irrazionalità e inadeguatezza. Salvini pensi a dare mezzi e uomini alle forze dell’ordine, in modo che siano assicurati alla giustizia i criminali e si facciano leggi severe contro chi ruba e viola gli appartamenti e le proprietà private prima di tutto tutelando la parte più anziana e più debole della popolazione".

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