Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

'Zone scolastiche' pedonali negli orari di ingresso e uscita: "La Lega dice no alla sicurezza"

Una Città in Comune sostiene la proposta non discussa in Consiglio Comunale per il voto contrario della maggioranza

La scuola è ricominciata, con tutte le tradizionali gioie e le note difficoltà in un contesto pandemico ancora ben presente. Fra gli elementi critici c'è il traffico davanti le strutture nei momenti di ingresso e uscita degli studenti. Un fattore che Una Città in Comune, di Diritti in Comune, ha voluto tornare ad affrontare per ribadire la proposta dell'istituzione delle 'Zone scolastiche', la definizione cioè di aree pedonali temporanee, come richiesto in una mozione in Consiglio Comunale presentata ad aprile scorso. 

Nella scorsa assemblea del 14 settembre "il giorno prima della riapertura delle scuole, la Lega ha bocciato la nostra richiesta di discuterla con urgenza, dimostrando che la sicurezza di chi frequenta la scuola non sembra essere tra le priorità dell’amministrazione". Le attiviste di Una Città in Comune Tiziana Nadalutti e Leila D'Angelo attaccano l'amministrazione parlando di una "mancanza di una visione sistematica alternativa all'utilizzo dell'auto privata, che anzi viene favorita con la spinta verso nuovi parcheggi per le auto".

Per Nadalutti "si dovrebbe modificare tutto l'impianto del piano della mobilità, ma intanto si potrebbe almeno partire dalla sicurezza delle scuole". D'Angelo chiarisce che "le 'Zone scolastiche' sono previste nel Decreto Legge 76/2020. E' nel potere del sindaco di limitare o comunque regolare la circolazione, la sosta o la fermata delle auto davanti i plessi scolastici, negli orari di ingresso e uscita, anche per breve tempo. Basta un'ordinanza e poche risorse. Sarebbe un'azione importante in favore della cittadinanza".

"Davanti alle scuole pisane all'inizio e alla fine delle lezioni il traffico è così intenso da aumentare notevolmente la probabilità di incidenti e da ammorbare l'aria, proprio vicino ai luoghi più sensibili" spiegano le due attiviste, parlando di "veicoli in doppia fila, o addirittura in sosta su marciapiedi e piste ciclabili, fino alla previsione di assembramenti non certo favorevoli per il contrasto al Covid". Anche dal punto di vista educativo la previsione delle 'Zone scolastiche' avrebbe dei benefici: "Avere degli spazi chiusi al traffico permetterebbe ai bambini, una volta lasciati più lontani, di avvicinarsi insieme a scuola, rendendoli più indipendenti, facendogli avere un maggiore contatto con la città". Un'esperienza possibile, presente anche in provincia di Pisa, è quella dei pedibus: "E' un'idea vecchia - concludono - ma realizzabile, ripresa anche in città italiane più grandi di Pisa". 

 

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