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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Commemorazione per il primo bombardamento su Pisa del '43: una cartolina ricorda l'umanità ferita

Era il 31 agosto, sotto le bombe si stima morirono circa 2mila persone. Il sindaco Conti ha riconsegnato al figlio del destinatario la missiva perduta, ritrovata per caso in una bancarella

Si è svolta questa mattina, 31 agosto, la cerimonia di commemorazione per l’80° anniversario del primo bombardamento della città. Dopo la deposizione della corona di alloro sulla lapide in piazza Maria Santissima Ausiliatrice a Marina di Pisa, in memoria dei caduti sul lavoro, vittime del bombardamento sulla fabbrica di idrovolanti, una corona di alloro è stata deposta anche al Sostegno del Canale dei Navicelli, sulla lapide in memoria delle vittime del bombardamento del quartiere di Porta a Mare, dove si sono tenuti gli interventi ufficiali.

Il sindaco di Pisa Michele Conti, al termine del suo intervento, ha consegnato al legittimo erede una cartolina postale delle Forze armate, ma arrivata a destinazione. "Un gesto riparatore - lo ha definito il sindaco - che più di tante parole spiega come la guerra possa condizionare e legarsi a doppio filo alle vicende delle persone. Ci suggerisce il clima di incertezza e difficoltà che poteva regnare in quei giorni nel Paese".

La cartolina era stata spedita da Merano il 5 settembre 1943 da Renato Benedetti a sua moglie Giusepppina ma non era mai giunta a destinazione. Artigliere a Merano, il Benedetti era preoccupato dalle notizie del bombardamento su Pisa e chiedeva notizie. Aveva già scritto nei giorni precedenti senza ricevere risposta. Questa lettera non era mai arrivata a destinazione fino a quando, nelle settimane scorse non è giunta al Comune di Pisa, inviata da una signora che, dopo averla per caso comprata presso una bancarella, chiedeva che venisse riconsegnata ai legittimi eredi. Quindi tramite l’Ufficio Angrafe è stato individuato il figlio, Franco Benedetti, a cui è stata consegnata la missiva del padre. 

Conti nell'intervento ha ricordato la tragicità degli eventi di quel 31 agosto 1943: "sotto le macerie del bombardamento rimasero migliaia di donne e uomini innocenti. Le stime ufficiali parlarono di un migliaio (952) di nostri concittadini rimasti uccisi. Nel corso del tempo si è arrivati a stimarne oltre 2mila; mentre migliaia furono i feriti. Un bilancio reso ancora più drammatico dal numero mai veramente definito dei dispersi. Per tutti i sopravvissuti rimase per sempre il dolore e lo sconforto di quei momenti in cui la guerra entrò nelle loro case, vie e piazze della città. Quello che si presentò il giorno successivo agli occhi dei superstiti furono la stazione centrale rasa al suolo e il quartiere di Porta a Mare polverizzato. Duramente colpita la fabbrica della Saint Gobain, della Vetri Italiani Sicurezza (Vis), e la Piaggio. Sul luogo di lavoro persero la vita molti operai (ne sono stati stimati 121) che si trovavano in quel momento in pausa pranzo. Drammatici poi i giorni successivi, con i corpi dei morti portati al cimitero suburbano di via Pietrasantina, in attesa di riconoscimento. Si creò così un autentico calvario di pisani, con i familiari che passarono in rassegna quelle povere salme allineate per provare a riconoscere i propri cari da un dettaglio, dal vestito, da un orologio, da un segno particolare sul corpo".

"Sono passati 80 anni esatti da quei fatti. I testimoni di allora, per ragioni di età, cominciano a non esserci più. Diventa pertanto ancora più importante assumere il dovere ognuno di noi, privati cittadini o rappresentanti delle istituzioni, di fare memoria di quei fatti e mantenere vivo il ricordo di quei giorni drammatici e abituare i nostri giovani a coltivarne il racconto affinché tutti possiamo meglio comprendere da dove siamo venuti e quale strada percorrere per il futuro".

La consegna della cartolina

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