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Pisa-Bari 1-1 | Arena Garibaldi stregata: rimandato l'appuntamento con la vittoria

Prosegue il digiuno di vittorie, arrivato ormai a sei mesi: Beruatto illude, poi gli ospiti la riacciuffano nel finale

Nuovamente rimandato l'appuntamento con la vittoria casalinga. L'assenza di successi sul prato dell'Arena Garibaldi ormai ha toccato i sei mesi, e dobbiamo aspettare ancora qualche giorno. La sfida col Bari è intensa, ruvida in alcune fasi del match, per la terza gara consecutiva il Pisa termina in inferiorità numerica (espulso stavolta Nagy) e subisce la rete del pareggio nelle battute finali. Una mezza doccia fredda dopo un incontro giocato abbastanza bene fino all'ora di gioco, poi con un atteggiamento un po' troppo rinunciatario nella mezz'ora finale.

Il Pisa approccia benissimo la sfida, stringendo il Bari nella propria metà campo e conquistando un paio di corner e altrettante conclusioni verso la porta biancorossa nel primo quarto d'ora. Proprio sugli sviluppi del secondo giro dalla bandierina arriva la rete nerazzurra. Beruatto appostato al limite dell'area di rigore è bravissimo a raccogliere la ribattuta e battere verso la porta con un mancino potente e preciso che si insacca nell'angolino. La squadra di Aquilani poi controlla il vantaggio fino all'intervallo senza eccessive preoccupazioni. Il Bari prova a imbastire un forcing poco convinto che non porta, di fatto, a nessuna conclusione verso la porta difesa da Nicolas. L'unica nota negativa della prima frazione è l'uscita dal campo per infortunio di D'Alessandro.

Nella ripresa il gioco transita principalmente tra i piedi dei calciatori baresi, senza però che la formazione pugliese riesca a creare grattacapi alla difesa nerazzurra. L'unico tiro scagliato dai biancorossi verso la porta dello Sporting Club arriva dopo l'ora di gioco, quando Nasti raccoglie una ribattuta della difesa e calcia forte sul primo palo: Nicolas è bravo a sbarrargli la strada. Dalle rispettive panchine si alzano parecchi sostituti e il Bari con uno di questi, Akpa-Chukwu, trova il pareggio in modo inaspettato. All'85' Dorval si intestardisce in un'azione personale che si conclude con lo sfondamento sulla corsia destra: sulla palla al centro il centravanti neoentrato piazza la zampata decisiva per superare Nicolas.

La partita

Sei mesi sono troppi. E allora è arrivato il momento di vincere, conquistare tre punti fondamentali per rivitalizzare l'animo di tutti e dare un forte segnale a tutto il campionato. Il Pisa non trionfa sul prato dell'Arena Garibaldi dal marzo scorso e, quindi, il tempo dell'attesa è finito. Di fronte c'è un Bari rinnovato dopo la delusione della sconfitta in extremis nella finalissima dei playoff promozione (ne sappiamo qualcosa), ma gli uomini di Aquilani proveranno a dare il massimo per riuscire a centrare il successo.

Aquilani sorprende con un 3-5-2 in cui la linea difensiva è composta da Calabresi, Leverbe e Canestrelli. In mezzo al campo Marin e Veloso faranno da schermo e lanceranno le sortite offensive di D'Alessandro e Beruatto, schierati sugli esterni. I nerazzurri partono forte e dopo 7' vanno al tiro con Marin. Moreo piomba come un falco sul portiere del Bari, che si attarda a rilanciare l'azione e si fa soffiare il pallone. Poi la manovra si sviluppa con D'Alessandro e Arena, che serve il suo capitano: destro del romeno di poco alto.

Il Pisa c'è e lo dimostra con una pressione costante che sfocia nella rete realizzata da Pietro Beruatto al 12'. I nerazzurri conquistano il secondo corner del pomeriggio, sulla ribattuta della difesa pugliese il più lesto di tutti è il terzino sinistro che dal limite dell'area lascia partire una volée imprendibile per il portiere ospite. Palla nell'angolino e Pisa avanti, anche dopo la revisione al Var.

Dopo lo svantaggio il Bari cerca di imporre un timido forcing sullo schieramento nerazzurro, che però riesce a proteggere la propria area di rigore senza eccessivi patemi. Purtroppo però in un ripiegamento difensivo D'Alessandro accusa un problema alla gamba sinistra che lo costringe ad uscire dal campo: al suo posto entra Barbieri.

Il Bari, dopo l'intervallo, prende in mano con maggior convinzione le operazioni ma continua a sbattere sul muro difensivo del Pisa, perfetto nelle scalate e nelle chiusure sulle combinazioni proposte dagli avversari sugli esterni. All'ora di gioco i nerazzurri propongono una corposa rivoluzione con tre cambi che ridisegnano il volto della squadra: dentro Mlakar per Moreo, poi Tourè al posto di Arena e Nagy per un esausto Veloso. Al 66' c'è da annotare la prima occasione degli ospiti, che sfruttano un errore di misura nella gestione della sfera di Marin per andare al tiro con Nasti dal limite: Nicolas ci mette la manona e devia in corner.

Dopo questa fiammata la gara si assesta su binari ottimali per il Pisa, che controlla la gara senza mai schiacciarsi nella propria trequarti difensiva ma preferendo lasciare il pallino del gioco agli avversari. Con i nuovi entrati i nerazzurri riescono anche a proporsi con discreta intensità sul fronte offensivo, ma all'85' arriva un po' inaspettato il pareggio ospite. Dorval in un'azione insistita sulla fascia destra riesce a rompere il raddoppio della difesa pisana e mettere al centro un pallone che viene deviato in porta da Akpa-Chukwu.

La sfida si complica ancora di più quando al 90' Nagy sbaglia il tempo dell'intervento su Benali e rimedia il secondo giallo della sua partita: ancora una volta il Pisa termina la sfida in inferiorità numerica.

Il tabellino

Pisa-Bari 1-1

Pisa (3-5-2): Nicolas; Calabresi, Leverbe, Canestrelli; D'Alessandro (35' Barbieri), Veloso (61' Nagy), Marin, Valoti (75' Esteves), Beruatto; Arena (61' Tourè), Moreo (61' Mlakar). All. Aquilani

Bari (4-3-3): Brenno; Ricci (61' Frabotta), Vicari, Zuzek, Dorval; Maita (61' Achik), Acampora (87' Benali), Maiello; Morachioli (72' Akpa-Chukwu), Nasti (72' Aramu), Sibilli. All. Mignani

Reti: 12' Beruatto (P), 85' Akpa-Chukwu (B)

Ammoniti: Acampora (B), Leverbe (P), Marin (P), Nagy (P), Akpa-Chukwu (B)

Note: arbitro Rosario Abisso; angoli 3-5 (2-0); recupero 5' e 4'; espulso Nagy (P) per somma di ammonizioni

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